Ott 01

Candido per il premio il WWF per le seguenti affermazioni riguardanti i danni alla salute degli OGM.

Cito da questo link del WWF Italia:

http://www.wwf.it/UserFiles/File/AltriSitiWWF/Terracina/documeni%20vari/OGM-xWWF.pdf

“studi di laboratorio affermano che le cavie alimentate con OGM evidenziano tumori e malattie del sangue in misura significativamente maggiore rispetto alla normalità”.

La cosa mi è molto strana perché gli OGM si utilizzano nei mangimi in tutto il mondo, anche in Italia, da più di dieci anni, e non mi risulta che i macelli nel mondo abbiano segnalato un aumento di tumori, nelle centinaia di milioni di capi macellati.

Ma andiamo sul sito di Greenpeace per scoprire se riusciamo ad approfondire l’allarme salutistico sugli OGM.

Cito da questo link di Greenpeace Italia:

http://www.greenpeace.it/parmigiano/documenti/mangimi-ogm-report.pdf

“In molti di questi studi si osservano spesso differenze significative nella composizione di piante Ogm rispetto a piante non-Ogm (per es. nel contenuto vitaminico) e nella risposta degli animali (per es. nei livelli di glucosio, fino ad arrivare a segni di tossicità per fegato e reni nel caso del mais MON863), ma spesso queste osservazioni vengono definite come “non biologicamente rilevanti” dalle aziende e dagli organi competenti”

Quindi approfondiamo gli studi che affermano che gli OGM danno segni di tossicità a fegato e reni. Vorrei però già farvi notare che c’è già un enorme ridimensionamento del problema da parte di Greepeace da tumori e malattie del sangue del WWF a segni di tossicità.

Quanti studi ci sono che affermano una tossicità degli OGM? : n.1

Che potete leggere per intero qui:

http://www.botanischergarten.ch/Pusztai/Seralini-Maize-2007.pdf

Séralini, G-E, Cellier, D. & Spiroux de Vendomois, J. 2007. “New analysis of a rat feeding study with a genetically modified maize reveals signs of hepatorenal toxicity”. Archives of Environmental Contamination and Toxicology DOI: 10.1007/s00244-006-0149-5. http

E’ una ricerca che prende in considerazione, con altri sistemi statistici, i dati della sperimentazione sui topi che hanno portato all’autorizzazione europea al consumo di mays bt.

Gli scienziati hanno scoperto:

  • una leggerissima differenza di peso tra i sessi, rispetto ai topi di confronto, un po’ di meno i maschi un po’ di più le femmine.
  • Alcuni parametri del sangue alterati, rispetto al confronto e sempre più nei maschi. Questo potrebbe far pensare ad una tossicità del prodotto verso i maschi. Ma e cito “la presenza dei 6 gruppi di riferimento nutriti con altre varietà commerciali di mais, che non sono sostanzialmente equivalenti (con più o meno zuccheri o sali), introduce lo studio simultaneo di altri parametri.” Quindi la differenza potrebbe essere dovuta a concentrazioni di zuccheri diverse.
  • Affermano però: ” una possibile tossicità epatorenale con una maggiore sensibilità nei maschi”.
  • Questa maggior tossicità sarebbe dimostrata nell’analisi istologica dei tubuli renali che sarebbero alterati patologicamente. Questo su 18 topini maschi su 20.

18 su 20 è una percentuale inequivocabile di tossicità. Ma quante lesioni dello stesso tipo c’erano nei topini di confronto?

14 su 20!

Allora non è la proteina bt la causa, ma qualcos’altro, anche perché i mays non sono equivalenti.

Infatti sia la FDA americana, sia l’Esfa europea, sia Hammond con una pubblicazione peer review nel 2006 affermano che la questione non è rilevante, nei confronti del mays bt.

Nessun tumore segnalato!

Dott. Claudio Costa

written by admin2

Set 26

Positivo un bovino di 13 anni in un’azienda lombarda. Il centro nazionale per la Bse: «Situazione sotto controllo». Ma il Codacons ordina controlli

TORINO

Primo caso di mucca pazza nel 2008, dopo i 142 casi totali registrati in Italia dal 2001. Il morbo della Bse è stato riscontrato, in Lombardia, su un bovino di tredici anni, proveniente da un’azienda del lodigiano. Da 21 mesi non si avevano casi analoghi. Secondo l’Istituto zooprofilattico di Torino, che ha eseguito le analisi sulla materia cerebrale del capo macellato, l’animale potrebbe aver contratto la malattia nel suo primo anno di vita, quindi 12 anni fa, dopo essersi nutrito con mangimi contaminati. Si tratta di un caso di Bse di tipo classico, contratto appunto attraverso l’alimentazione con farine miste di carne e ossa.

«È un chiaro segnale che la malattia è sotto controllo - spiega la responsabile del Centro nazionale per la Bse, Maria Caramelli, raggiunta telefonicamente - L’animale andrà distrutto, l’azienda è sotto controllo e non c’è nessun rischio che carni contaminate possano arrivare sulle tavole dei consumatori». Inoltre, il fatto che si tratti del primo caso dell’anno dopo 21 mesi, dimostra «l’evidente declino dell’epidemia», rassicura la Caramelli. Attualmente nei mangimi animali, aggiunge, la farina di carne e ossa è scomparsa. «Dai controlli eseguiti oggi non risulta, mentre nel 2000 - ricorda - circa un terzo dei mangimi risultava contaminato».

Quanto all’epidemia di Bse, l’Italia «registra oggi livelli di incidenza tra i più bassi in Europa». Dall’inizio della sorveglianza nel 2001, quasi cinque milioni di bovini sono stati analizzati. «Di recente - sottolinea Maria Caramelli - l’Italia ha ottenuto la certificazione europea che del fatto che la Bse è sotto controllo». Bovini e ovini che vanno al macello sono controllati. «Il vero rischio è rappresentato dalla macellazione clandestina - osserva infine la responsabile del centro nazionale per la Bse - e per quelle carni che possono arrivare senza controllo dai paesi fuori dall’Europa». Continue reading »

written by admin2

Set 26

Dissento completamente sul seguente articolo, apparso sul sito della coldiretti Lombardia.

http://www.liberidaogm.org/liberi/approfondimenti/205+relazione%20pres.%20Andena%2015%20sett%2007.pd f

“ Il successo del made in Italy a tavola: prodotti OGM free”

Di Nino Andena Vice presidente nazionale Coldiretti

La Lombardia estesa su 23.860 Kmq si presenta divisa in tre zone naturali che si
succedono da nord a sud: la montagna (40% del territorio) la collina (12,5%) la pianura (47%).
Zone differenti tra loro per clima e paesaggio, ma caratterizzate ed accomunate da
un’antica tradizione agricola il cui sviluppo convive con un’agricoltura moderna, altamente produttiva e competitiva, una cultura ancora oggi strettamente legata alle tradizioni del mondo rurale.
La nostra regione vanta il più importante primato di eccellenza nel sistema agricolo e agro-alimentare sia a livello nazionale, rappresentando oltre il 15 % del totale italiano, sia nell’intero contesto europeo. Un primato che trova la sua forza nelle produzioni di elevata qualità legate ad una specificità territoriale.
Numerose, infatti, sono le produzioni artigianali che offrono una grande e singolare varietà di prodotti tipici, ben 221 di cui 21 prodotti DOP, IGP - 14 vini DOC e 3 DOCG, di altissimo livello qualitativo (formaggi, es. grana padano, provolone, Taleggio, salumi, ad es. salame di Varzi, vino Franciacorta, Garda,Rosso di Valtellina, olio, olio extravergine di oliva laghi
lombardi) . Continue reading »

written by admin2