La cute ha numerose ed importanti funzioni: mette l’organismo in rapporto con il mondo esterno ed è pertanto ricca di terminazioni per ricevere i vari stimoli (tattili, termici, di pressione); protegge l’organismo contro la perdita d’acqua, le invasioni dei microbi, il freddo, il caldo, partecipa alla termoregolazione, ha funzione escretoria sia attraverso le ghiandole sudoripare sia con il rinnovamento continuo dell’epidermide.
I nostri animali durante la stagione fredda infoltiscono il loro pelo che perderanno successivamente con l’arrivo della primavera. Non allarmatevi quindi se il vostro amico “si spoglia” inondandovi la casa di peli. A questo proposito va ricordato che la muta non è condizionata tanto dal caldo e dal freddo, quanto dei raggi ultravioletti; quindi inverni soleggiati anticipano facilmente il periodo di muta.
Anche gli agenti chimici trovano un naturale ostacolo nella pelle anche al sottile strato di grasso che ricopre il mantello nella maggior parte degli animali. A tutti, spero, sarà capitato di osservare una famigliola di anatre intente a farsi la toilette; prima di lisciarsi le penne con il becco prelevano da una particolare zona del corpo un po’ di grasso per impermeabilizzare il piumaggio. Anche i nostri amici a quattro zampe hanno un loro meccanismo di protezione.
Un cane che entra in uno stagno in pieno inverno si bagna il pelo ma non la pelle, che rimane asciutta e protetta dal freddo.
Evitiamo, quindi, di asportare con lavaggi troppo frequenti questo film protettivo.
Quando, tuttavia, dobbiamo procedere ad un bagno di pulizia utilizziamo saponi acidi al fine di non alterare il pH della cute: sono reperibili in qualsiasi farmacia.
Come dobbiamo comportarci di fronte ad un paziente con problemi cutanei?
Quando il vostro cane o gatto assumono degli atteggiamenti particolari, o non consoni alle sue abitudini, cercate di osservarlo attentamente.
Una perdita di pelo non uniforme, un accentuarsi del prurito, la presenza di forfora in quantità eccessiva, possono essere i primi sintomi di affezioni cutanee anche gravi e in alcuni casi trasmissibili anche all’uomo.
Non ricorrete al consiglio dell’amico che ha curato il proprio cane con “quella medicina che gli ha fatto tanto bene” nel vostro caso potrebbe essere inutile o addirittura dannoso.
Se avete somministrato farmaci fatelo presente senza aver paura di essere accusati d’incompetenza. In numerosi casi un intervento terapeutico non segnalato può rendere inattendibili alcuni esami di laboratorio collaterali, che il caso richiede.
Una volta effettuata la diagnosi, la terapia che ne consegue deve essere effettuata con scrupolo, seguendo alla lettera le indicazioni del vostro medico.
Spesso ho potuto osservare casi di rogna sarcoptica (scabbia) non guariti perché il proprietario, interpretando male le mie indicazioni, non aveva trattato alcune aree del corpo come la bocca, gli occhi, o addirittura tutta la testa, in quanto le aveva giudicate pericolose; o casi di dermatomicosi (tigna) con gravi ricadute dovute all’interruzione dei farmaci prescritti in seguito alla ricrescita del pelo, che spesso viene interpretata come segno di guarigione.
PRONTO SOCCORSO IN DERMATOLOGIA
Ecco una breve guida di comportamento in caso d’incidenti dermatologici in attesa dell’intervento del
veterinario.
FERITE
SI
In caso di ferite molto sporche lavare sempre con acqua e sapone. Tamponare una eventuale perdita di sangue e applicare un laccio emostatico a monte della lesione, quando la sede lo consente.
Il laccio va rimosso ogni 30 secondi, per alcuni minuti; oppure tamponare con una garza esercitando una pressione costante ed uniforme per alcuni minuti.
NO
Evitare l’uso di cotone idrofilo, polveri o alcool, NO a bendaggi troppo stretti.
USTIONI DA CALORE
SI
Quando l’estensione della zona colpita è limitata (mozzicone di sigaretta), immergere in acqua fredda e bendare dopo aver applicato una pomata antibiotica e antinfiammatoria. Se la lesione è estesa fasciare con apposita garza medicata.
USTIONI CHIMICHE
SI
Asciugare bene la parte colpita con carta assorbente. Se l’ustione è stata provocata da un ACIDO (acido muriatico, o acidi per lo sviluppo fotografico), lavare abbondantemente la ferita con acqua e aceto. Se l’ustione è stata provocata da una BASE (candeggina, ammoniaca), lavare abbondantemente con acqua e bicarbonato di sodio. È molto importante osservare questa distinzione, perché il trattamento delle ustioni in modo scorretto sviluppa una reazione che peggiora la situazione, quindi:
NO
Lavare ustioni da candeggina con acqua e aceto. 
PULCI
SI
Se il vostro amico ha il pelo pieno di pulci si può provvedere con un bagno antiparassitario, se i parassiti sono pochi e isolati possono bastare antiparassitari spot-on, o collari antipulci.
Fonti immagini:
http://www.canigattieco.com
http://www.canedapastoretedesco.info/sezione-epidermide
http://www.dog-health-guide.org/images
http://www.difossombrone.it/images
http://www.aafp.org
Prof. Franco MANTELLI | Istituto di Clinica Medica Università di Milano e DomusVet.it
La leishmaniosi è una malattia parassitaria del cane, che può trasmettersi anche all’uomo, sostenuta da un protozoo: la leishmania donovani. Questo parassita è presente in molte regioni dell’America centro-meridionale, dell’Africa, dell’Asia e dell’Europa. In Italia si riscontra soprattutto nelle regioni centro- meridionali ed insulari.
“ospite”, finisce con l’avere la meglio su di loro. Le leishmanie liberate vengono inglobate da altre cellule e il ciclo si ripete. Così facendo il parassita invade progressivamente diversi organi (midollo osseo, fegato, linfoghiandole, cute, ecc.).
zampe (cuscinetti plantari, in particolar modo). Le stesse lesioni possono essere presenti a livello delle narici, dove si può avere una perdita di sangue saltuaria (
Il sangue circola liberamente nei grossi vasi (arterie e vene) che nel loro continuo diramarsi verso la periferia diventano sempre più piccole fino a formare il letto capillare che, in ultima istanza, è la parte dell’apparato circolatorio deputato agli scambi con i vari organi. Il fegato , il rene, il cervello, i muscoli funzionano solo e grazie al
Nel sangue oltre ai globuli rossi e bianchi esistono altri elementi corpuscolari: le piastrine ed una speciale colla fluida detta fibrina. Quest’ultima mantiene il suo stato di fluidità fino a quando non intervengono alcuni fattori “catalizzanti”. Quando Fido si ferisce sono proprio le piastrine e la fibrina i principali artefici dell’arresto dell’emorragia; le prime accorrono le prime accorrono numerose in sede di lesione aggregandosi, la fibrina perde la sua fluidità …ed il tappo… è fatto.
come pure la presenza di aria o di un pool di cellule (derivata da una neoplasia) possono impedire il regolare afflusso di sangue ad un determinato distretto dell’organismo. Non sono tuttavia solo i piccoli capillari a “soffrire” di queste patologie, anche arterie e vene di grosso calibro possono occludersi o “restringersi”, è la situazione che si verifica quando il colesterolo ed altre sostanze simili si depositano sulla parete vasale con un processo lento, ma inesorabile. Da queste placche (ateromatose) possono inoltre staccarsi dei frustoli di materiale (emboli) che nel loro girovagare troveranno un vaso da tappare. Anche in seguito ad un intervento chirurgico possono forarsi dei “tappini” circolanti, evento tuttavia abbastanza raro, ma comunque contemplato nei rischi chirurgici. Esistono farmaci che inibiscono la formazione dei trombi inibendo l’aggregazione delle piastrine, ma attenzione ai traumi ed alle ferite, il sanguinamento potrebbe essere difficile a controllare.