Set 17

La displasia dell’anca nel cane (Parte 1)

Introduzione
La displasia dell’anca rappresenta la principale patologia dell’articolazione coxo-femorale nel cane ed è la causa più frequente di osteoartrite a carico di tale articolazione. Si riscontra con incidenza variabile in differenti razze, prevalentemente in soggetti di taglia grande e gigante1.

Nonostante anni di ricerca, studio ed informazione verso veterinari, allevatori e proprietari, sono ancora inadeguati i progressi compiuti nella prevenzione di questa malattia potenzialmente invalidante per i nostri pazienti. Grazie agli sforzi di ricercatori, veterinari e allevatori coscienziosi, è auspicabile una sensibile riduzione dell’incidenza di tale patologia. Questo obiettivo potrà essere raggiunto solo con un impegno collettivo di queste differenti figure professionali. Attualmente nuovi farmaci e tecniche chirurgiche innovative permettono al cane displasico di condurre una vita relativamente normale e, in molti casi, priva di dolore, ma non dobbiamo considerare ciò un traguardo. L’obiettivo finale deve essere rappresentato da uno screening sempre più accurato della popolazione canina in modo da escludere dalla riproduzione i soggetti affetti dalla patologia e prevenire così la trasmissione della malattia alle generazioni future2.

Patogenesi
La displasia dell’anca del cane è una malattia ad eziologia multifattoriale, nella quale fattori genetici predisponesti associati a fattori ambientali determinano l’insorgenza di un processo di rimodellamento e di successiva degenerazione articolare3. I geni agiscono prevalentemente sulla cartilagine, sul tessuto connettivale e sulla muscolatura della regione dell’anca. I soggetti affetti presentano uno squilibrio tra lo sviluppo delle masse muscolari, insufficiente, e lo sviluppo scheletrico.
L’incompetenza della muscolatura nel mantenere congruente l’articolazione favorisce una condizione di lassità articolare, caratterizzata da un progressivo allontanamento della testa del femore rispetto alla cavità acetabolare e a una progressiva riduzione dell’area di contatto tra le due superfici articolari. CONTINUA LA LETTURA…

Fig. 3: preparato anatomico della testa femorale artrosica di un cane affetto dalla displasia dell’anca

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Lug 13

Tutto quello che c’è da sapere sul glaucoma nel cane e nel gatto. (in inglese)

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Giu 08

La cute ha numerose ed importanti funzioni: mette l’organismo in rapporto con il mondo esterno ed è pertanto ricca di terminazioni per ricevere i vari stimoli (tattili, termici, di pressione); protegge l’organismo contro la perdita d’acqua, le invasioni dei microbi, il freddo, il caldo, partecipa alla termoregolazione, ha funzione escretoria sia attraverso le ghiandole sudoripare sia con il rinnovamento continuo dell’epidermide.
I nostri animali durante la stagione fredda infoltiscono il loro pelo che perderanno successivamente con l’arrivo della primavera. Non allarmatevi quindi se il vostro amico “si spoglia” inondandovi la casa di peli. A questo proposito va ricordato che la muta non è condizionata tanto dal caldo e dal freddo, quanto dei raggi ultravioletti; quindi inverni soleggiati anticipano facilmente il periodo di muta.
Anche gli agenti chimici trovano un naturale ostacolo nella pelle anche al sottile strato di grasso che ricopre il mantello nella maggior parte degli animali. A tutti, spero, sarà capitato di osservare una famigliola di anatre intente a farsi la toilette; prima di lisciarsi le penne con il becco prelevano da una particolare zona del corpo un po’ di grasso per impermeabilizzare il piumaggio. Anche i nostri amici a quattro zampe hanno un loro meccanismo di protezione.
Un cane che entra in uno stagno in pieno inverno si bagna il pelo ma non la pelle, che rimane asciutta e protetta dal freddo.
Evitiamo, quindi, di asportare con lavaggi troppo frequenti questo film protettivo.
Quando, tuttavia, dobbiamo procedere ad un bagno di pulizia utilizziamo saponi acidi al fine di non alterare il pH della cute: sono reperibili in qualsiasi farmacia.
Come dobbiamo comportarci di fronte ad un paziente con problemi cutanei?
Quando il vostro cane o gatto assumono degli atteggiamenti particolari, o non consoni alle sue abitudini, cercate di osservarlo attentamente.
Una perdita di pelo non uniforme, un accentuarsi del prurito, la presenza di forfora in quantità eccessiva, possono essere i primi sintomi di affezioni cutanee anche gravi e in alcuni casi trasmissibili anche all’uomo.
Non ricorrete al consiglio dell’amico che ha curato il proprio cane con “quella medicina che gli ha fatto tanto bene” nel vostro caso potrebbe essere inutile o addirittura dannoso.
Se avete somministrato farmaci fatelo presente senza aver paura di essere accusati d’incompetenza. In numerosi casi un intervento terapeutico non segnalato può rendere inattendibili alcuni esami di laboratorio collaterali, che il caso richiede.
Una volta effettuata la diagnosi, la terapia che ne consegue deve essere effettuata con scrupolo, seguendo alla lettera le indicazioni del vostro medico.
Spesso ho potuto osservare casi di rogna sarcoptica (scabbia) non guariti perché il proprietario, interpretando male le mie indicazioni, non aveva trattato alcune aree del corpo come la bocca, gli occhi, o addirittura tutta la testa, in quanto le aveva giudicate pericolose; o casi di dermatomicosi (tigna) con gravi ricadute dovute all’interruzione dei farmaci prescritti in seguito alla ricrescita del pelo, che spesso viene interpretata come segno di guarigione.

PRONTO SOCCORSO IN DERMATOLOGIA

Ecco una breve guida di comportamento in caso d’incidenti dermatologici in attesa dell’intervento del veterinario.
FERITE
SI
In caso di ferite molto sporche lavare sempre con acqua e sapone. Tamponare una eventuale perdita di sangue e applicare un laccio emostatico a monte della lesione, quando la sede lo consente.
Il laccio va rimosso ogni 30 secondi, per alcuni minuti; oppure tamponare con una garza esercitando una pressione costante ed uniforme per alcuni minuti.
NO
Evitare l’uso di cotone idrofilo, polveri o alcool, NO a bendaggi troppo stretti.
USTIONI DA CALORE
SI
Quando l’estensione della zona colpita è limitata (mozzicone di sigaretta), immergere in acqua fredda e bendare dopo aver applicato una pomata antibiotica e antinfiammatoria. Se la lesione è estesa fasciare con apposita garza medicata.
USTIONI CHIMICHE
SI
Asciugare bene la parte colpita con carta assorbente. Se l’ustione è stata provocata da un ACIDO (acido muriatico, o acidi per lo sviluppo fotografico), lavare abbondantemente la ferita con acqua e aceto. Se l’ustione è stata provocata da una BASE (candeggina, ammoniaca), lavare abbondantemente con acqua e bicarbonato di sodio. È molto importante osservare questa distinzione, perché il trattamento delle ustioni in modo scorretto sviluppa una reazione che peggiora la situazione, quindi:
NO
Lavare ustioni da candeggina con acqua e aceto.
PULCI
SI
Se il vostro amico ha il pelo pieno di pulci si può provvedere con un bagno antiparassitario, se i parassiti sono pochi e isolati possono bastare antiparassitari spot-on, o collari antipulci.

Fonti immagini:
http://www.canigattieco.com
http://www.canedapastoretedesco.info/sezione-epidermide
http://www.dog-health-guide.org/images
http://www.difossombrone.it/images
http://www.aafp.org

Prof. Franco MANTELLI | Istituto di Clinica Medica Università di Milano e DomusVet.it

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