Lug 25

Milano, 17 maggio 2007
Intervista di Anna Mannucci a Marc Bekoff
Elogio dell’antropomorfismo
Marc Bekoff, professore di ecologia e biologia evoluzionista all’Università del Colorado, è autore di molte pubblicazioni e molti libri sul comportamento degli animali, l’ultimo si intitola Animal Passions and Beastly Virtues. Insieme alla celebre primatologa Jane Goodall, studiosa e attivista per gli scimpanzè, ha fondato l’associazione Ethologists for the Ethical Treatment of Animals, Etologi per il trattamento etico degli animali (www.ethologicalethics.org). Bekoff - http://literati.net/Bekoff- è un sostenitore dell’etologia cognitiva, ovvero l’etologia che si occupa della mente e del mondo interiore degli animali. In forte contrapposizione con il behaviorismo, la “tradizione” scientifica secondo cui gli animali sono macchine o scatole vuote, che rispondono meccanicamente agli stimoli, interni o esterni. Recentemente è venuto in Italia per tenere una conferenza a Cremona, grazie alla Sisca, la Società dei veterinari italiani che si occupano di comportamento animale, e al suo presidente Roberto Marchesini.
D. Lei sostiene che gli animali sentono il piacere e il dolore, che hanno sentimenti e una mente. Molti scienziati hanno detto -e alcuni dicono ancora- che ciò non è sicuro, perché non dimostrato scientificamente.
R. La scienza spiega molte cose, è vero, ma è imperfetta e soprattutto è solo una delle forme di conoscenza. Riguardo al comportamento animale, il senso comune, unito all’intuizione e all’osservazione per lungo tempo, ci fa capire che gli animali provano emozioni, hanno sentimenti e intenzioni. Inoltre, ci sono anche scienziati che hanno esplicitamente parlato di emozioni negli animali, come George Schaller, che studiava i gorilla sul campo già nei primi anni ’60, e Marian Stamp Dawkins, che molto tempo non solo studia e insegna etologia, ma si impegna per gli animali. Senza dimenticare che Darwin nel 1872 ha scritto L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali. Scarica il pdf con l’intervista completa… (*.pdf, 105 kb)
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Giu 29
Il comportamento del gatto: gatto come animale da compagnia di Chiara Giachin
La domesticazione del gatto risale al 4000 a.C., prova tangibile sono i resti di Felis silvestris trovati in tombe egizie e le rappresentazioni pittoriche di quel periodo. Iniziò probabilmente grazie all’abilità del gatto nel catturare piccole prede: il gatto salvaguardava le derrate alimentari dell’uomo cacciando i roditori granivori e l’uomo gli garantiva protezione e probabilmente cibo supplementare.
Nonostante l’associazione tra gatto e uomo duri da migliaia di anni il gatto si trova ancora, per così dire, in una situazione intermedia perché, pur essendo un animale domestico, il suo allevamento dipende raramente dall’uomo e la sua selezione è affidata soprattutto ad influenze naturali piuttosto che artificiali. Solo recentemente il gatto è stato riprodotto ed allevato allo scopo di ottenere specifiche caratteristiche morfologiche rivelandosi piuttosto resistente dal punto di vista genetico a sostanziali modificazioni, è infatti sorprendente quanto siano limitate le differenze tra la forma selvatica e quella domestica.
Gli effetti della selezione umana sono relativamente poco influenti anche per l’abitudine consolidata di sterilizzare i soggetti di casa, affidando in gran parte la trasmissione genetica ai gatti che conducono vita libera.
Le razze moderne ed i colori derivano da selezioni recenti, razze differenti di gatti sono note solo dalla metà del diciannovesimo secolo. Oggi vengono riconosciute più di 40 razze con varietà sia a pelo lungo che corto dai persiani ai siamesi fino al Devon rex.
Sistemi di comunicazione
I sistemi di comunicazione del gatto sono il risultato dell’evoluzione in risposta alle necessità di adattamento all’habitat in cui Felis silvestris catus si è sviluppato, adeguati alle circostanze contingenti.
Segnali acustici
Tra la vasta gamma di segnali vocali emessi dai gatti domestici ce ne sono alcuni ben conosciuti e non ambigui come il richiamo delle femmine in estro o le richieste di aiuto dei gattini, ma altri, come fare le fusa, pur essendo ben noti, sono meno compresi.
Molti gatti rispondono con vocalizzazioni anche quando i proprietari rivolgono loro la parola;in generale si ritiene che i gatti di casa siano più portati alla comunicazione vocale dei gatti selvatici. Una possibile spiegazione è che le vocalizzazioni del gatto domestico inducano nel proprietario risposte favorevoli quali l’elargizione di cibo o di coccole, il gatto userà quindi in occasioni successive lo stesso suono per indurre nel proprietario la stessa risposta.
Anche il richiamo del proprietario verrà associato dal gatto ad eventi piacevoli e ciò aumenterà le probabilità di risposta del gatto.
Questo condizionamento reciproco migliora le interazioni gatto-proprietario e consolida il loro legame.
Segnali visivi Continue reading »
written by admin2
Apr 07

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Titolo |
Beato fra le bestie |
| Autore |
Herriot James |
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| Dati |
1996, 440 p. |
| Traduttore |
Angiolillo Zannino G. |
| Editore |
BUR Biblioteca Univ. Rizzoli (collana Superbur) |
James Herriot racconta gli episodi del suo insolito e stravagante corteggiamento a sua moglie, la dolce Helen; le divertenti disavventure con i proprietari dei suoi “pazienti”; le tragicomiche esperienze di Granville Bennet, il mago della chirurgia veterinaria.
La storia di un veterinario e del suo rapporto con gli animali, grandi e piccoli, che lui ama appassionatamente ma che a volte sono vittime della crudeltà e dell’indifferenza dell’uomo.
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