Comincia così una lettera arrivata a Gardenia: «Da un anno e mezzo vivo in una nuova casa con oltre 1.500 metri quadrati di giardino, una cinquantina di alberi e tanta voglia di realizzare un bel parco. Ad agosto ho accolto un cane proveniente da un canile senza averlo conosciuto prima e con una storia difficile alle spalle. È grande e grosso e pochi giorni dopo il suo arrivo ha cominciato a dar la caccia alle galline, a distruggere tutto quello che gli capitava davanti e a scavare buche ovunque. E ho anche una bambina piccola…». Un bel problema… Riportare l’animale in canile sarebbe una crudeltà, ma come salvare il giardino? La lettrice pensa di costruire un grande recinto in cui rinchiudere il cane. «È una soluzione realistica», dice Franco Fassola, veterinario comportamentalista, «ma solo per certe occasioni, per esempio quando arrivano ospiti, bambini, operai, o per brevi periodi durante la giornata». Questo recinto non deve essere in fondo al parco, ma vicino alla casa, in un posto da cui il cane possa “controllare” la situazione. Anche la cuccia al suo interno deve dare all’animale questa possibilità. «Però ogni giorno», continua Fassola, «il cane deve stare alcune ore assieme ai suoi padroni, giocare e passeggiare con loro. Perché è fondamentale ristabilire una relazione corretta, magari facendosi aiutare da un bravo educatore. Il cane deve capire che a comandare non è lui». Anche perché la bestiola è descritta di buon umore e non pare avere patologie comportamentali. Meglio, inoltre, non fare giardinaggio in sua presenza. Sembra incredibile ma è così: da animale altamente collaborativo, se il cane ci vede scavare buche e spostare piante, lo farà anche lui, pensando di aiutarci. Altro consiglio è di stare attenti con la bambina e i suoi amici. L’animale è affettuoso e amichevole, ma con la sua stazza ed energia, anche giocando può far male a un bambino di due o tre anni.
fonte | Gardenia Aprile 2008 - Articolo orginale (pdf)