Set 23

la Repubblica.it | Che i rutti, le feci e le flatulenze delle mucche siano responsabili dell’effetto serra oramai è una certezza. Ma i ricercatori ancora non hanno trovato un accordo sul peso delle emissioni addebitabili ai bovini. Così un team di scienziati argentini del National Institute of Agricultural technology di Castellar ha messo a punto uno scenografico metodo per collezionare le emissioni animali. Una cisterna gonfiabile in plastica leggera viene montata sul dorso delle mucche e collegata agli ignari bovini, “un sistema non invasivo - assicurano i ricercatori - che permetterà di analizzare i gas emessi dagli animali e avere dati precisi”

foto e articolo orginale

Commento di Claudio Costa:

LA FIERA DELLE FLATULENZE

Guardatevi la figura 7!

Da veterinario zootecnico che il sistema non sia invasivo: è una balla clamorosa!

Hanno inserito una cannula bucando l’addome fino al rumine ( operazione di emergenza in caso di meteorismo ruminale). In Europa una sperimentazione simile non sarebbe mai stata autorizzata.

Io una bella cannula nel cieco la infilerei a quello che ha inventato questo sistema. Il sistema è invasivo e a rischio peritonite, potrebbe essere anche da denuncia alla protezione animali.

Aggiungo che  il tentativo non è quello di misurare il metano prodotto dai ruminanti, come affermato da Repubblica, ma recuperarlo.
Si conosco da decine di anni le emissioni dei ruminanti al variare di centinaia di diete diverse, ci sono infatti le camere metaboliche dove i gas delle emissioni sono analizzati.

Nel sacco sopra il dorso della povera vacca invece non defluirà tutto il metano, che continuerà, in granparte ad essere emesso con l’eruttazione, ma c’è il rischio che siano captati nel sacco anche gli a.g.v. (acidi grassi volatili) oltre al metano. Questo sarebbe un danno eorme per il bovino perchè gli a.g.v. fanno parte del nutrimento dell’animale in quanto sono assorbiti dalla parete del rumine.

L’effetto serra zoogenico è inesistente gli animali come gli uomini mettono in circolo il carbonio prelevato dalle piante qualche mese prima, non c’è perturbazione aggiuntiva come nella combustione dei carburanti fossili.

Altri articoli di veterUp.com sull’ argomento:

written by admin2

Set 06

I cani più dannosi del mondo? Alani e chihuahua
È piccolo e fa tenerezza ma l’aspetto non inganni: il chihuahua può essere distruttivo in casa quasi quanto un alano, malgrado la notevole differenza di stazza. Lo segnala una hit parade sui cani che fanno più danni, compilata dalle compagnie assicurative del Regno Unito sulla scorta delle polizze accese per i migliori amici dell’uomo.

Cosa possono fare quegli aguzzi dentini - Non si tratta solo degli eventuali danneggiamenti fatti a terzi ma anche di quelli che il terribile cucciolo fa in casa del suo tutore: divani fatti a pezzi, tende strappate e indumenti rovinati dai bisogni fatti fuori posto.

Piccolo ma terribile - A dispetto delle sue ridotte dimensioni il chihuahua causa in media, per tutta la durata della sua vita, danni per 785 euro e occupa la seconda posizione in questa speciale graduatoria. Di peggio c’è soltanto l’alano, che costa al padrone 38 euro in più.

San Bernardo il più quieto - Secondo questa rilevazione, la stazza non è dunque un elemento determinante: anche le due razze che in assoluto causano una quantità minore di danni sono infatti agli antipodi. Si tratta del piccolo carlino e dell’enorme san bernardo.

written by admin2