Non è raro anzi è spesso frequente nella nostra professione trovarsi di fronte ad un proprietario spaventato che chiede di sopprimere il proprio animale o, nei casi più fortunati, desidera effettuare “tutti gli esami possibili”, perché il medico a cui si sono rivolti ha dato colpa di tutte le catastrofi familiari al cane od al gatto.
A questa schiera di medici, che giudico per lo meno superficiali, vorrei far presente che noi veterinari, pur avendo un contatto quotidiano con animali ammalati, il più delle volte…….moriamo di vecchiaia.
Una patologia tipicamente imputata all’animale, gatto in particolare, è la toxoplasmosi. “Il mio ginecologo mi ha detto di eliminare il gatto perché aspetto un bambino, lei dottore cosa ne pensa?”, “Cambi ginecologo”.
Il test per toxoplasmosi (toxotest) è un po’ una panacea di tutte quelle diagnosi difficili o poco chiare che si presentano agli occhi del clinico.
Un titolo anticorpale positivo non vuol dire che l’animale o l’uomo siano nella fase attiva della malattia, significa solamente che il soggetto esaminato è venuto in contatto con il parassita e lì organismo ha prodotto anticorpi contro di esso. Un titolo anticorpale che tende ad innalzarsi è indice di un infezione recente; per contro un titolo stabile nel tempo o che tende al ribasso ì, indica che il contatto è avvenuto da tempo.
Per comprendere meglio quanto abbiamo detto fino ad ora, vediamo di analizzare il ciclo vitale di questo parassita.
I toxoplasmi sono piccoli protozoi (visibili solo al microscopio) simili a minuscole uova di gallina (oocisti).
Le oocisti eliminate con le feci, dopo alcuni cicli di trasformazione sono pronti ad….infettare il primo che capita!
A dar man forte alla diffusione ci si mettono anche scarafaggi, mosche, topi e tutti quei piccoli animaletti che fanno parte della microfauna terricola.
Questi protozoi, una volta ingeriti con l’erbetta fresca da bovini, ovini ed altri animali da produzione, si incistano a vari livelli (la localizzazione muscolare è la più tipica ed importante per quanto riguarda la loro diffusione) e vi permangono per molto tempo: una bella bistecca al sangue od un succulento filetto alla tartara (o comunque carni crude o poco cotte) chiudono il ciclo del parassita.
UN’altra via di infestione è data dall’ingestione di alimenti contaminati, in particolare le verdure crude. Una bella insalatina, magari coltivata con cura dall’amico, può considerarsi una delle cause più frequenti di infezione; ancora formaggi freschi o salumi non stagionati possono veicolare oocisti di toxoplasma.
Il gatto è stato additato come il serbatoio di questa malattia , e su questo punto posso essere d’accordo, ma sono contrario nel considerarlo la principale fonte di contagio per l’uomo.
Il numero delle persone positive alle indagini di laboratorio è molto elevato e molte di queste o non hanno animali o vivono accanto ad animali sierologicamente negativi.
I sintomi della malattia sono molto vaghi e rispecchiano la localizzazione dei parassiti. Spesso l’infezione decresce senza una sintomatologia evidente.
Se tuttavia il vostro animale ha la toxoplasmosi non allarmatevi, la cura esiste ed è efficace.
Uno dei fondamenti della medicina che spesso ricordo è questo: “meglio prevenire che curare”.
Vediamo ora quali sono le principali precauzioni da prendere per non….ammalarsi e per non far ammalare i nostri amici.
Non somministrare cibi crudi, nelle carni possono essere incistati i parassiti, che se non uccisi con la cottura, sono potenzialmente pericolosi.
E’ sufficiente una cottura anche rapida, in quanto sono abbastanza termolabili (resistono invece bene alle basse temperature).
Raccomando sempre di cuocere molto bene le carni di pollo e dei volatili in genere, in quanto questo tipo di macellazione non può essere sottoposto a tutti quei controlli igienico sanitari che sono d’obbligo nella vigilanza delle carni bovine, suine, equine e caprine (uno dei motivi per cui sussiste un controllo ridotto è dovuto al fatto che le carni avicole non vengono mai consumate crude nell’alimentazione umana).
Personalmente consiglio sempre di cuocere la carne di qualunque specie animale, non per migliorarne le caratteristiche di appetibilità o digeribilità, ma solo per sterilizzarle.
Attuare una valida lotta contro scarafaggi, mosche, ed altri insetti coprofaghi, che possono essere dei veri diffusori sia attivi che passivi della malattia.
Di conseguenza lavare sempre molto bene l’insalata e tutte le verdure che in genere si consumano crude.
Lavarsi sempre le mani quando si toccano animali randagi o di provenienza sconosciuta.
La lotta contro il randagismo, altre che un dovere sociale, è anche un valido mezzo per limitare la diffusione delle malattie trasmissibili.
Infine voglio ancora ricordare che la presenza di anticorpi antitoxoplasma non significa che l’animale al momento del prelievo è infestato e bisognoso di cure, ne tanto meno deve essere allontanato; in realtà un gattino con un tasso anticorpale positivo è in qualche modo immunizzato, se per caso viene a contatto nuovamente con il parassita lo elimina in misura ridotta o non lo elimina affatto.
di Franco Mantelli



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