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Alimentazione

La bocca di Franco Mantelli

La bocca dei nostri amici è la prima parte di quel complesso di organi che formano l’apparato digerente.
Le sue funzioni sono diverse a seconda della fisiologia e del tipo di alimentazione. L’uomo, che ha una alimentazione molto varia, possiede denti incisivi taglienti e denti (molari e premolari) atti ad una prolungata masticazione.

Un tipo di bocca analogo lo possiamo trovare in tutti i cosiddetti onnivori (suini,orsi,scimmie,ecc). Cavalli, bovini e tutti gli altri erbivori hanno denti atti a triturare finemente l’alimento: saranno quindi larghi e piatti. Nei bovini mancano addirittura gli incisivi superiori che sono sostituiti da un ispessimento della gengiva. I carnivori a cui appartengono i nostri amici cani e gatti, hanno una bocca adatta alla loro fisiologia ed alla specifica alimentazione.

Gli incisivi piccoli e con scarsa radice funzionano essenzialmente da pettine adatto alla cura del mantello e costituiscono un mezzo efficientissimo nella lotta contro i parassiti esterni (pulci,zecche,ecc). Animali che non hanno la perfetta chiusura tra l’arcata dentaria superiore ed inferiore (normoclusione), sono più spesso invasi in maniera massiccia dalle pulci. I molari e premolari, molto robusti ed appuntiti con radici ben sviluppate, sono denti laceratori e non masticatori. Non preoccupiamoci quindi se il nostro amico non “mastica” i succulenti e prelibati bocconcini (che non mi stancherò mai di ripetere non vanno dati!). La sua bocca non è adatta a farlo.

La bocca è completata da 4 canini vere e proprie armi di difesa ed offesa. Accanto a queste meraviglie della natura,lo smalto dei denti infatti è la sostanza più solida e resistente che l’organismo possiede, ci sono tante altre strutture che completano la cavità orale.

Tra queste citiamo la lingua correlata a tutte le funzioni di assunzione degli alimenti sia liquidi che solidi, le ghiandole salivari ricche di enzimi utili alla digestione, le gengive, il palato, e tonsille prima barriera contro infezioni, le corde vocali, la glottide vera e propria valvola indispensabile nel dividere il cibo dall’aria. Tutti questi organi purtroppo possono andare incontro a fenomeni patologici che ne limitano e ne alterano la funzionalità. Alla nascita è buona norma effettuare un esame della cavità orale. Una fessurazione del palato (palatoschisi) può non essere compatibile con la vita o per lo meno non permette al nostro amico di condurre una vita felice e serena. Il consiglio migliore è quello di far sopprimere subito il neonato malformato dal vostro veterinario. Con il passare dei giorni(12-18 circa), si vedono apparire i primi dentini decidui (da latte); a farne le spese saranno i capezzoli della madre, che intorno alle sei dieci settimane di vita decide che la prole può iniziare ad essere indipendente. A questa età la bocca non svolge solo funzioni digestive ma anche conoscitive e soprattutto di relazione. Il cucciolo con la bocca gioca, si esprime, impara. Intorno ai due, tre mesi di età iniziano a spuntare i primi denti permanenti. La dentizione si completa verso il sesto mese di età.

In questo periodo inizia a diminuire quella sfrenata voglia di mordere e rosicchiare tutto quello che il cucciolo ha a portata di mano, chiedo scusa di zampa! Quando il nostro amico è arrivato all’anno di vita, una corretta igiene orale potrà conservare sana la bocca.

Il gatto è un animale giudizioso e raramente si procura lesioni alla cavità orale. Questo non è sempre valido per il cane. Nella mia carriera professionale ho spesso riscontrato palati sfondati da legni acuminati e ancor più frequentemente tavole dentarie completamente appiattite dal prolungato rosicchiamento di sassi durante il gioco.

Anche il somministrare di ossa per “rinforzare” e “tenere puliti” i denti, è solo un alibi e un inutile permissivismo. Le ossa di bovino servono solo a creare disturbi intestinali, quelle di pollo ed altri volatili a provocare danni spesso irreparabili (perforazioni intestinali, peritoniti, ecc).

Una corretta alimentazione è dunque alla base della salute dell’organismo e quindi anche della bocca. Una patologia che spesso riscontriamo con l’avanzare dell’età è data da una maleodorante ed antiestetica placca giallo brunastra (il tartaro) che ricopre lentamente il dente: la parte visibile di questa spiacevole deposizioni di Sali e ben poca cosa rispetto alla parte che tende ad infiltrarsi al di sotto della gengiva con tutti gli inconvenienti che ne conseguono.

Il dente è infisso nella tavola ossea (mandibola e mascella), mediante una particolare “articolazione”: la gonfosi; questa brutta parola indica un insolito modo si connessione tra due parti del corpo. Per evitare che questa articolazione possa muoversi, la natura ha interposto tra osso e dente dei “collanti particolari”.
La formazione del tartaro tende quindi a scollare il dente dalla sua nicchia ossea. Denti apparentemente sani inizieranno a ciondolare irreparabilmente con conseguente insofferenza e dolorabilità da parte del paziente. Un accurato detartrage, effettuato dal vostro veterinario, potrà certo prevenire ed in qualche caso anche curare questa spiacevole patologia. Non esiste una scadenza periodica per effettuare questa operazione, la formazione del tartaro dipende da molti fattori, tanti dei quali non ancora noti. In certi soggetti particolarmente predisposti, la periodicità può essere anche annuale, in altri l’intervento è inutile nell’arco di tutta la vita.

Sarà il vostro veterinario a consigliarvi nel migliore dei modi al riguardo. Un’altra patologia che crea disagio all’animale ( purtroppo a chi gli sta vicino) è la “malattia delle pieghe”; questa è particolarmente frequente in questi cani con labbra superiori pendenti ed inferiori ricche di pieghe (cocker, Setter, San Bernardo, molossoidi, ecc). Avanzi di cibo possono incunearsi a livello di queste pieghe cutanee, questo costituisce l’ambiente ideale per lo sviluppo di una nutrita schiera di germi. Una accurata pulizia dopo ogni pasto può, il più delle volte, prevenire questo spiacevole inconveniente. Nel gatto, un po’ dimenticato in queste righe, le patologie della bocca non sono sempre sovrapponibili a quelle del cane.
Le stomatiti eosinofili che, tanto frequenti quanto poco conosciute, sono rappresentate da ulcere ed erosioni che possono interessare a volte le labbra superiori, altre le gengive, il retrobocca, la lingua.
Le cause di questa grave malattia, seppur non mortale, non sono ancora conosciute, l’animale manifesta disagio e dolore in particolare quando si avvicina l’ora del pasto, guarda il cibo quasi con circospezione. Spesso dopo i primi bocconi si allontana dalla ciotola con indignazione e segni di sofferenza. Smette di leccarsi e nelle forme più avanzate rifiuta totalmente di alimentarsi. La saliva che fuoriesce dalla bocca è spesso striata di sangue; nei momenti peggiori il poveretto arriva a ferirsi con le zampe anteriori nel vano tentativo di togliersi quel maledetto male dalla bocca. Una patologia per fortuna rara ma apparentemente simile alla precedente, può essere provocata dall’ingestione di sostanze corrosive.

Penso che nessun gatto al mondo possa ingerire direttamente questi veleni, tuttavia può arrivare a farlo indirettamente per il suo innato ed irresistibile bisogno di leccarsi. A volte ho sfruttato questo innato senso di pulizia per somministrare a gatti particolarmente vivaci, medicinali sgraditi; è bastato imbrattare il mantello e le zampe del reticente con il farmaco, che questi ha subito iniziato involontariamente la cura.

di Franco Mantelli

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