Ott 25

di Daria Carnicella

La Pasteurellosi è una sindrome respiratoria del coniglio nella cui eziologia possono essere coinvolti altri germi quali stafilococchi, bordetella ecc. La pasteurella è presente normalmente nelle cavità nasali del coniglio.

Eziologia
L’agente eziologico responsabile è la Pasteurella multocida, batterio Gram-, immobile, asporigeno. La tipizzazione sierologia ha permesso di individuare 4 sierogruppi capsulari (A, B, D, E) e per ciascuno di essi esistono 12 sierotipi. I più frequenti nel coniglio sono i sierotipi A3, A11 e A12.

Epidemiologia
All’interno dell’allevamento il contagio può avvenire tramite il contatto diretto con le secrezioni nasali provenienti da conigli infetti, oppure, con oggetti inanimati (ciotole o beverini contaminati), in quanto il batterio può sopravvivere per giorni nelle secrezioni e nell’acqua. Altra via possibile è quella aerogena, ma si verifica solamente quando la densità di animali presenti in allevamento è elevata. Circa il 50% dei conigli risulta essere portatore sano di pasteurella a livello di rinofaringe, congiuntiva, vagina e talvolta polmone; in tal modo, le fattrici portatrici possono contaminare le nidiate a partire dagli 11 giorni di vita senza che si verifichi però la malattia, a causa della scarsa carica infettante trasmessa. Ancora da ricordare sono la via per cutanea, l’orale e la venerea. Con la comparsa di fattori stressanti ed in concomitanza di fattori predisponesti (eccesso di ammoniaca nel’aria, correnti d’aria a livello delle gabbie, brusche oscillazioni della temperatura ambientale, ambienti secchi, eccessiva densità animale) si può scatenare la malattia.

Sintomatologia
Può manifestarsi in varie forme:
- Forma respiratoria: per lo più cronica; respiro rumoroso, starnuti, congiuntivite, tumefazione delle palpebre, scolo nasale muco-purulento, tosse, narici ricoperte di essudato secco, peli della parte superiore degli arti anteriori bagnati, ascessi sottocutanei al collo, testa, costato e dorso, otite e torcicollo.
- Otite media o interna: scarsi sintomi, se non inclinazione del capo da contrattura spastica dei muscoli (simile a quella riscontrata nell’Encephalitozoonosis cuniculi), nistagmo e atassia (disturbo nella coordinazione dei movimenti). Si riscontra un essudato purulento e biancastro all’interno di una o di entrambe le orecchie. Se trattato con antibiotici al primo apparire dell’inclinazione del capo, il coniglio ha una buona probabilità di ripresa e di guarigione. Se i sintomi sono gravi, può essere necessaria una terapia a base di corticosteroidi. Il lavaggio del canale timpanico ha dimostrato una scarsissima utilità. L’inclinazione del capo può peggiorare o non scomparire nonostante la terapia, quindi la prognosi è riservata.

Tipico atteggiamento di coniglio affetto da Pasteurellosi
Tipico atteggiamento di inclinazione del capo
in un soggetto affetto da forma neurologica

- Forma riproduttiva: aborti, sterilità delle fattrici, mortalità prima del parto, anoressia e depressione, metrite, mastite, orchite nei maschi.
- Forma setticemica: acuta, febbre, anoressia, scolo nasale purulento, dispnea acuta, diarrea nerastra e meteorismo con morte rapida.

Diagnosi
Necessario il supporto di una diagnosi di laboratorio mediante isolamento del batterio da campioni di organi. Esiste un test sulle colture nasali e sul sangue per rivelare presenza di pasteurella (test ELISA), anche se non sempre sortisce un utile effetto; moltissimi conigli, infatti, sono portatori sani di una o più varianti della malattia (motivo per cui il vaccino può risultare inefficace o a volte scatenare la malattia stessa) e sono quindi positivi al test, ma non necessariamente si ammaleranno se la loro immunoresistenza è buona. Da ricordare che un alto numero di anticorpi può denotare anche un’infezione cronica, quindi i risultati vanno valutati assieme ai sintomi clinici.

Controllo e profilassi
Il controllo dovrebbe prevedere l’eliminazione egli animali ammalati in quanto diffondono la malattia, sono meno produttivi ed infettano i giovani in età precoce.
L’eliminazione dei soggetti vettori di pasteurella  è impossibile perché molti sono soggetti asintomatici ed anche un controllo batteriologico può fornire la presenza di falsi negativi. Occorre effettuare un controllo del microclima minimizzando le fluttuazioni della temperatura, mantenendo corretti livelli di umidità e una buona ventilazione senza correnti d’aria. Esistono vaccini inattivati che sono abbastanza efficaci, ma l’immunità dura 5-6 mesi e quindi vanno ripetuti almeno 2 volte l’anno. La terapia va effettuata preferibilmente sull’esito di un antibiograma.

Attenzione: la Pasteurella multocida può essere trasmessa anche a/da gatti e cani, ma molto raramente colpisce l’uomo.

Daria Carnicella è laureata in Medicina Veterinaria presso l’Università di Bari, dove lavora con il ruolo di Dottorando di ricerca presso di Sanità e Benessere degli Animali. E’ abilitata all’esercizio della libera professione di Medico Veterinario. Curriculum vitae >>>

fonte | Agraria.org

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Ott 20

ROMA
Nel 2007 il Comitato Intergovernativo per i Cambiamenti Climatici (IPCC), vincitore del premio Nobel per la pace, ha pubblicato il suo quarto rapporto, un autorevole studio sulla conoscenza del riscaldamento globale che ha coinvolto circa 4.000 scienziati da più di 150 Paesi. Ma da allora la scienza del clima ha cominciato a produrre nuove ricerche.

Il nuovo rapporto Wwf «Climate change: faster, stronger, sooner« (Cambiamento climatico: più veloce, più forte, più vicino) riassume questi nuovi dati scientifici e rivela che «il riscaldamento globale sta avanzando ben oltre le previsioni dell’IPCC».

Lo studio è stato redatto con il supporto di esperti internazionali di climatologia tra cui Jean-Pascal van Ypersele, professore di climatologia e scienze ambientali all’Università cattolica di Lovanio (Belgio) e neo-eletto vice presidente dell’IPCC, che afferma: «È ormai chiaro che il cambiamento climatico sta già avendo un impatto maggiore di quanto la maggior parte di noi scienziati avesse anticipato. Per questo è vitale che la risposta internazionale per il taglio delle emissioni (mitigazione) e l’adattamento sia più rapida e più ambiziosa. L’ultimo rapporto IPCC ha mostrato che i motivi di preoccupazione ora sono più forti e questo dovrebbe indurre l’Europa a impegnarsi perchè l’aumento della temperatura globale sia ben al di sotto dei 2 gradi centigradi rispetto all’era pre-industriale. Ma anche mantenendo il limite di 2 gradi centigradi, secondo l’IPCC è necessario comunque che i paesi sviluppati riducano le emissioni dal 25 al 40% entro il 2020 rispetto ai valori del 1990, mentre una riduzione del 20% risulterebbe insufficiente».
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Ott 07

(ANSA) - ROMA - Pesca ’selvaggia’ del tonno rosso. Continua la mattanza fuori quota da parte dell’Italia. Nel 2008, secondo un dossier reso noto oggi a livello mondiale dal Wwf, sono state pescate come minimo 700 tonnellate in piu’ su quelle prestabilite. Spesso poi in alcuni mercati non viene registrato neppure un solo tonno rosso (Pozzuoli, Vibo Valentia, Portopalo e Cetraro) mentre altre quantita’ ‘’sono vendute illegalmente in mercati chiusi per infiltrazioni mafiose” senza contare che ”le catture in mare sono svolte con metodi fuorilegge, vale a dire con l’ausilio di aerei d’avvistamento” e che altre quantita’ consistenti ”e’ provato che siano trasferite vive in fattorie al largo della Croazia, di Malta e della Tunisia. Ma non tutto il tonno trasferito e’ stato registrato”.

Denunce tutte contenute nel dossier dal titolo ”Pesca del tonno rosso fuori controllo in Italia. Ecco le prove”, condotto su commissione da una societa’ di consulenza indipendente (Advanced Tuna Ranching Technologies) che, riferisce il Wwf, ha svolto un’indagine a tutto campo. Il Wwf Italia consegnera’ i dati e i risultati della ricerca alla Commissione Ue, alla finanza, alle Capitanerie, ai Noe e al ministro per le Politiche Agricole e Forestali ”per chiedere una moratoria di tre anni sulla pesca del Tonno rosso in Mediterraneo”. Secondo il Wwf esiste una ”illegalita’ diffusa e reiterata negli anni dovuta a mancati controlli, pescherecci pirata e porti fantasma, trasferimenti non registrati di tonni vivi in allevamenti all’estero, mercati irregolari, criminalita’ organizzata presente e operante sui mercati remunerativi del tonno rosso, registrazioni di vendite e catture improprie e fuori dal dettato comunitario”. ”I risultati cui si giunge nel dossier - tutti derivanti da fonti pubbliche o da documenti di enti di ricerca internazionali - sono in contrasto con i dati che il ministero italiano ha inviato a Bruxelles e sulla base dei quali e’ nata la decisione dell’Ue di chiudere la stagione di pesca del tonno con due settimane di anticipo. Chiusura che ha di fatto - a detta del ministero - impedito all’Italia di raggiungere le quote fissate dall’Iccat (Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Atlantico) vale a dire 4162,71 tonnellate. Secondo il Wwf invece la quota pescata in eccedenza e’ minimo di oltre 700 tonnellate nel 2008”.

E cosi’ ”dopo un drammatico 2007 con quote di pescato eccedenti il 40% le quantita’ assegnate, al tonno rosso, in Italia, e’ andata meglio quest’anno, grazie alla decisione dell’ Ue di chiudere la stagione di pesca con 2 settimane di anticipo. - commenta Enzo Venini, Presidente del Wwf Italia - e dai dati che abbiamo potuto incrociare, quest’anno si sono pescate come minimo 700 tonnellate in piu’, mentre nell’anno precedente la quota eccedente ammontava a 1.653 tonnellate (e non 327 come i dati ufficiali dicono)”. Dal dossier risulta inoltre che le imbarcazioni italiane registrate e autorizzate alla pesca e all’allevamento del tonno rosso siano 185: dall’indagine svolta in mare e nei porti dai consulenti del Wwf la flotta coinvolta nella stagione 2008 conta 283 unita’ di cui 27 parangali, 162, tonnare volanti (reti a circuizione), 73 reti a strascico e 21 rimorchiatori, 47 delle quali prive di sistemi di monitoraggio, 160 sprovviste di licenze di pesca, 82 mai inserite nei registri dell’Iccat nel 2008.

La scorsa settimana, la Commissione scientifica dell’Iccat ha reso noto il suo verdetto sulla pesca del tonno rosso in Mediterraneo nel 2007: 61.000 tonnellate sono state prelevate, vale a dire il doppio della quota legale, con uno stock riproduttivo in crisi, essendo solo il 36% rispetto a 30 anni fa. Il prossimo incontro dell’Iccat si terra’ a Marrakech, in Marocco, dal 17 al 24 novembre prossimo. L’auspicio, ha concluso il Wwf ”e’ che le Parti decidano la chiusura finche’ permarranno illegalita’ e insostenibilita”’. (ANSA).
07/10/2008 11:25

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