Sir John aveva perduto i modi da lord.
La colpa? Il mal d’orecchie
«L’impettito cocker di due anni, adorato dai padroni per le sue buone maniere, d’un tratto aveva cominciato a mostrarsi scontroso con il bambino di casa. Niente più giochi e carezze, l’animale si allontanava infastidito. Ma il poverino non aveva cambiato carattere, si era ammalato!» |
| “Mi aiuti! Sir John è impazzito”. La voce della signora Conti è davvero angosciata, non sta scherzando. Le chiedo che cosa sia successo e soprattutto chi sia questo sir. “Ha cercato di mordere mio figlio Gianni, quello più piccolo, di cinque anni”. Capisco l’agitazione della madre, ma ho bisogno di altre informazioni. Prevedo che la telefonata andrà per le lunghe. Per prima cosa cerco di farmi spiegare che cosa intende quando dice che il cane ha cercato di mordere. ”Ha girato la testa di scatto verso il bimbo che provava ad accarezzarlo e si è allontanato scocciato”. Dunque, sir John ha perso i modi da lord ma non ha cercato di mordere il bimbo. Ha solo comunicato che non voleva essere toccato. Mi metto d’accordo con la signora per una visita comportamentale a domicilio. Sir John deve il suo nome bizzarro alle ricciolute orecchie che ricadono sul suo corpo da cocker. In effetti, sembra uscito da un ricevimento di Sua maestà Elisabetta II… Ha due anni, vive in casa, non è tenuto alla catena o relegato in giardino come purtroppo succede ancora troppo spesso. E’ sempre stato affettuoso, docile e molto tollerante con i bambini. Un vero signor cane. Dal veterinario c’è stato solo nel primo anno di vita, per le vaccinazioni e qualche controllo.
Il cane evitava ogni contatto fisico
Per questo scelgo di andare io da lui, il trasporto in auto e la visita in un posto estraneo come uno studio medico lo turberebbero. Voglio invece vedere come si comporta nel suo ambiente abituale. Dopo i saluti ai padroni mi presento anche al cane, gli parlo e faccio per avvicinarmi. Sir John subito, senza minacciarmi, cerca di ritrarsi. In passato non faceva così, mi ripetono i Conti. Ma questo non è un comportamento aggressivo: il cane vuole evitare i contatti fisici. E se fa così, deve avere un buon motivo.
Il problema era fisico, non psicologico
Sospetto un problema fisico e non psicologico. Troppe volte ho visto animali i cui atteggiamenti strani Erano dovuti invece a malattie organiche. Decido allora di portare il povero cocker nel mio ambulatorio, gli faccio mettere una museruola e lo carico nel portabagagli appositamente attrezzato per questo tipo di trasporti del mio fuoristrada, indispensabile per girare nelle campagne e sulle colline. Arrivati, cerco di tranquillizzare il cane, che è molto spaventato, e lo visito. Grazie alla museruola riesco anche a sollevargli i riccioluti padiglioni auricolari e così scopro la causa del suo improvviso cambiamento di carattere: una grave e dolorosa otite. Si tratta di un infiammazione batterica, guaribile grazie all’igiene accurata delle orecchie con un detergente specifico e con gocce antibiotiche in loco. Comincio io la cura, poi riporto sir John a casa e spiego in modo dettagliato ai padroni come pulire e come inserire il farmaco. Metto per iscritto i dosaggi e i tempi delle varie procedure. Le prime volte sarà necessario tenere la museruola, poi man mano il cane starà meglio, avrà meno dolore e si lascerà toccare senza problemi. Prescrivo una visita di controllo dopo dieci giorni. E, quando rivedo sir John, nonostante non sia molto contento di trovarsi in ambulatorio, con tutti gli odori di medicinali e di altri animali, ritrovo il lord di un tempo, anche se la cura dovrà proseguire ancora un po’
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