Molti antiparassitari per cani e gatti sono contenuti in “pipette” di
plastica, tubetti dalle dimensioni ridotte che bisogna spremere affinché
depositino qualche goccia di prodotto tra le scapole dell’animale, per
debellare pulci e zecche. Sono di vari tipi e marche, ma purtroppo possono
sembrare tutti uguali, al padrone non avvertito. Invece contengono prodotti
molto diversi. Anche nei loro effetti sugli animali. Alcuni infatti sono a base
di permetrina, una sostanza molto tossica per i gatti, soprattutto se cuccioli,
e per tutta la famiglia dei felini.
Spiega il professor Carlo Nebbia, tossicologo della facoltà di veterinaria di
Torino: «La maggior sensibilità del gatto a piretrine e piretroidi è in parte
spiegabile con la ridotta capacità glucuronidativa complessiva propria di
questa specie». Non per niente l’Ufficio federale della sanità pubblica
svizzera, l’anno scorso, ha divulgato un foglio informativo ai distributori di
insetticidi a base di permetrina, in cui si dice esplicitamente che questa
sostanza è velenosa per i felini e si ricorda che “Ogni anno sono notificati
al Centro Svizzero d’Informazione Tossicologica diversi casi di avvelenamento
con esito fatale”. L’ente svizzero da alcune raccomandazioni su come
etichettare e pubblicizzare questi insetticidi perché “alcuni prodotti corrono
il rischio di essere utilizzati in modo errato. Sono infatti confezionati in
modo tale da indurre gli utenti ad applicarli direttamente sull’animale”.
Bisogna invece dare indicazioni esplicite, insiste l’Ufficio federale della
sanità pubblica svizzera , come «non applicare direttamente sull’animale» ed
evitare affermazioni erronee come «innocuo per l’uomo e per gli animali
domestici o a sangue caldo», dato che questa definizione comprende anche i
felini.
In Italia, si differenzia da alcuni altri prodotti Advantix, della Bayer, che
correttamente, nel “bugiardino”, riporta le avvertenze di pericolosità riguardo
ai gatti, descrivendolo come “estremamente tossico” e potenzialmente letale.
Advantix avvisa persino di non far avvicinare i gatti a un cane a cui sia stato
applicato l’antiparassitario. E accompagna le informazioni con il disegnino,
sulla confezione, della silhouette di un gatto cancellata da una X (bisogna
ricordare che il livello di analfabetismo è ancora alto).
Le pipette spot on di alcune marche che ugualmente contengono permetrina in
percentuali elevate si limitano invece a riportare l’immagine di un cane, come
se questo bastasse a evitare l’uso sui gatti. O a impedire che i gatti vengano
a contatto con i cani sui cui è stato adoperato. Inoltre gli antiparassitari
per cani e gatti, compresi collari e polveri, sono venduti in supermercati e
negozi generici, dove commessi e cassieri ignari forniscono tranquillamente
prodotti a base di permetrina, ovviamente senza dare nessuna avvertenza,
neanche su esplicita richiesta (ho fatto la prova: “Va bene anche per i
gatti?” “Sì, certo”). Non diversa, purtroppo, la situazione in farmacia (ho
fatto le prove).
Il veterinario allora potrebbe avere un importante ruolo nell’informare i
padroni dei pet della pericolosità per i gatti della permetrina, anzi, delle
permetrine, che sono presenti, tra l’altro, anche in alcuni spray per gli
uccelli da gabbia.
Ma la permetrina, in varie percentuali, si trova anche in molti insetticidi
per la casa e per il giardino, che si possono comprare liberamente in negozi,
supermercati e centri di giardinaggio. Anche alcuni spray usati e abusati
contro i temuti acari contengono questa sostanza. E le ditte di disinfestazione
usano abbondantemente e in varie situazioni, sia domestiche che industriali,
prodotti a base di permetrine, per esempio contro vespe, zanzare e blatte.
Oltretutto, una caratteristica solitamente considerata positiva delle
permetrine sintetiche, soprattutto se incapsulate, è la loro stabilità, perché
conservano a lungo, anche parecchi giorni, la loro capacità di azione. Dunque
non basta allontanare il gatto dalla camera, dal terrazzo, dal bagno soltanto
per il momento in cui si spruzza il prodotto contro tarme, mosche o scarafaggi.
In effetti, è vero che in generale le permetrine sono poco tossiche per gli
esseri umani, bambini compresi, e vengono adoperate, per esempio, pure in
prodotti contro i pidocchi. Bisognerebbe però ricordare che tra tossicità bassa
e totale innocuità c’è una grossa differenza e le avvertenze sull’uso corretto
e prudente non andrebbero mai trascurate. Anche in questo caso, nel dare i
giusti consigli riguardo i vari insetticidi, non solo quelli per i pet, il
consiglio del veterinario potrebbe essere prezioso.
Per il consumatore medio, probabilmente il posto più rischioso dove acquistare
insetticidi sono le erboristerie. Dove, disgraziatamente, le persone si
illudono di trovare solo prodotti benefici e totalmente privi di
controindicazioni. Soprattutto se hanno etichette e nomi suggestivi, naturali e
pseudobiologici. E sui fogliettini per il pubblico di alcuni insetticidi tipici
da erboristeria, a base di permetrina, viene esaltata la totale mancanza di
tossicità per tutti gli animali a sangue caldo. Ancora una volta, il ruolo del
veterinario potrebbe essere fondamentale nel dare informazioni corrette
riguardo a certi prodotti “naturali”.
Anna Mannucci
Scarica l’articolo pubblicato a gennaio 2007 su “Professione veterinaria”, a p.6
