Mag 14

La leishmaniosi è una malattia parassitaria del cane, che può trasmettersi anche all’uomo, sostenuta da un protozoo: la leishmania donovani. Questo parassita è presente in molte regioni dell’America centro-meridionale, dell’Africa, dell’Asia e dell’Europa. In Italia si riscontra soprattutto nelle regioni centro- meridionali ed insulari.

IL FLEBOTOMO: LA PICCOLA ZANZARA PORTATRICE DELLA LEISHMANIA
La trasmissione di questo protozoo avviene attraverso una zanzara particolare (flebotomo, detto anche pappatace), che funge così da veicolatore. L’insetto infetto pungendo il cane (o, ahinoi, l’uomo) inocula e leishmanie, che vengono prontamente fagocitate da cellule deputate alla difesa dell’organismo. Purtroppo non tutte queste cellule riescono a distruggere il parassita che, moltiplicandosi all’interno del proprio “ospite”, finisce con l’avere la meglio su di loro. Le leishmanie liberate vengono inglobate da altre cellule e il ciclo si ripete. Così facendo il parassita invade progressivamente diversi organi (midollo osseo, fegato, linfoghiandole, cute, ecc.).

SINTOMI FREQUENTI
I sintomi che vengono accusati nel caso d’infestione da leishmania sono molteplici, proprio in virtù delle modalità e dei tempi di invasione del parassita. Spesso i soggetti ammalati vengono portati dal veterinario solo per la presenza di un sintomo, quale il progressivo dimagramento o il facile affaticamento. Ed è proprio il medico che ad una visita scrupolosa e attenta scopre altri sintomi.
SINTOMI CUTANEI
CUTE
In genere quelli cutanei sono i più frequenti, si ha una rarefazione del pelo (alopecia), che di solito interessa zone simmetriche e la presenza di forfora sul mantello. La testa e gli arti sono le parti più colpite. Si può inoltre riscontrare, ma meno frequentemente, anche una forma ulcerativa che si localizza generalmente sulle zampe (cuscinetti plantari, in particolar modo). Le stesse lesioni possono essere presenti a livello delle narici, dove si può avere una perdita di sangue saltuaria (epistassi). Una forma pustolosa, ancora più rara, può essere riscontrata sul torace e sul ventre dell’animale.
ALTRI SINTOMI CHE SONO UN SEGNALE D’ALLARME
Altri sintomi frequenti, che il veterinario può osservare nel corso della visita, sono: la febbre, l’ingrossamento dei linfonodi, la presenza di unghie sproporzionatamente lunghe (onicogrifosi) e l’anemia. La malattia, però, può colpire anche L’OCCHIO, con forme più o meno gravi di cheratocongiuntivite, quasi sempre bilaterale, L’APPARATO SCHELETRICO con la manifestazione di zoppie, dovute essenzialmente al dolore localizzato alle articolazioni, e l’INTESTINO, con diarrea che si presenta talora sanguinolenta. Infine, possono essere ancora presenti un ingrossamento del fegato e della milza e, frequentemente, DANNI RENALI che col passare del tempo evolvono in stati d’insufficienza renale talmente gravi da poter essere difficilmente recuperati.
UNA MALATTIA DIFFICILE DA DIAGNOSTICARE
I molteplici aspetti clinici della Leishmaniosi ne fanno una malattia complessa e di difficile diagnosi. Di fronte a sintomi sospetti, dunque, è meglio presentarsi subito dal veterinario che procederà ad una visita accurata e ordinerà quegli esami ed indagini di laboratorio in grado di confermare o meno la presenza della malattia. Una forma meno grave è sostenuta da un altro tipo di leishmania, in questo caso le lesioni rimangono limitate alla cute; si ha la presenza di papule che evolvono successivamente in ulcere, destinate a guarire spontaneamente con la formazione di piccole cicatrici.
TERAPIA
Il trattamento della Leishmaniosi si basa sull’impiego di composti a base d’antimonio per via intramuscolare profonda per due cicli di 10-15 giorni ciascuno, intervallati da un periodo di sospensione di due settimane. L’esperienza dimostra che la terapia porta solitamente ad un miglioramento e –in diversi casi- alla guarigione clinica, ma le ricadute sono possibili. L’estendersi della malattia a regioni finora indenni e la pericolosità che tale parassitosi riveste anche per la salute dell’uomo rendono necessario poter disporre in tempi brevi di un farmaco in grado di risolvere efficacemente il problema.

SI STA STUDIANDO UN VACCINO PER L’UOMO E IL CANE
È in corso la messa a punto di un vaccino in grado di proteggere sia l’uomo che il cane, ma occorre ancora il tempo di verificarne l’efficacia.

Purtroppo, al momento la soppressione dell’animale infetto rappresenta talora l’unica soluzione possibile sia per il soggetto ammalato, sia per limitare l’eventualità di ulteriori contagi. Va comunque sottolineato che, secondo dati aggiornati, non sono mai stati messi in relazione casi di Leishmaniosi a danno degli esseri umani con l’eventuale presenza di cani ammalati in casa.
La Leishmaniosi rientra nella categoria di quelle patologie che sono comuni sia all’animale che all’uomo , ovvero malattie che i nostri amici pelosi possono trasmettere all’uomo (zoonosi) e viceversa (antropozoonosi) . Vorrei comunque ricordare, e sottolineare, che tanti colleghi passano “a miglior vita” per raggiunti limiti di età e non per malattie contratte nell’esercizio della professione.

Questa zoonosi necessita di UN MALATO e di UNA ZANZARA PARTICOLARE (FLEBOTOMO) che punge il cane, succhia il parassita, lo alleva amorevolmente nella sua pancetta, lo trasferisce alle proprie ghiandole salivari, poi , la maledetta, inocula , con la sua saliva, il parassita nel nuovo ospite. La cosa non è impossibile , ma statisticamente poco probabile. L’animale uomo è normalmente più attento all’attacco delle zanzare, tra fornellini, repellenti, spray, lampade dai colori psichedelici, zanzariere ….e chi più ne ha più ne metta …riesce più o meno a difendersi dai noiosi animaletti volanti. Perchè non pensiamo di applicare tali presidi preventivi anche al povero Fido? Dormire fuori , dopo il tramonto, a Lui/Lei non glie ne frega niente. La bella casa del suo padrone, anche se è una topaia, protetta dalle zanzariere, magari anche condizionata , stare vicino vicino al suo “signore e padrone”, è la sua felicità… e la più efficace delle prevenzioni Perchè non applichiamo anche a Loro quello che funziona per noi?

Prof. Franco MANTELLI | Istituto di Clinica Medica Università di Milano e DomusVet.it

written by admin2

Mag 11

In occasione del Consiglio Nazionale FNOVI, tenutosi a Napoli nelle giornate dal 18 al 20 Aprile 2008 intitolato “The Diversity of the Veterinary Profession”, il Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani (FNOVI), Dott. Gaetano Penocchio ha invitato due studentessa iscritte al 4 anno della Facoltà di Medicina Veterinaria di Messina, conservandole uno spazio per permetterle di esporre il percorso che le ha condotte all’idea di introduzione di un giuramento in questa professione.

Accolte da un grande applauso ed accompagnate dalla Prof.ssa Annamaria Passantino, Professore Associato di Medicina Legale Veterinaria, Legislazione Veterinaria, Protezione Animale e Deontologia dell’Università degli Studi di Messina, nonché tesoriere dell’Ordine di Messina, che le ha sostenute durante tutto l’iter di questa cammino, le studentesse hanno illustrato le varie tappe che le hanno fatte giungere fino a tale giorno, davanti ai Presidenti degli ordini di tutte le province italiane nonché il Presidente della Federation of Veterinarians of Europe (FVE), Walter Winding e diverse autorità come l’Assessore alla Sanità della Regione Campania, Angelo Montemarano e il Preside della Facoltà di Napoli, Prof. Luigi Zicarelli.

Oltre a ripercorrere le diverse fasi, tra cui le assemblee studentesche, le ricerche storiche, il corso di aggiornamento tenutosi presso l’Aula Magna di Messina nell’Ottobre 2007 dove per la prima volta hanno espresso il loro entusiasmo davanti al Dott. Penocchio, la possibilità concessagli di pubblicare un articolo in merito sulla rivista “30 giorni” del gennaio 2008 e infine l’invito a partecipare attivamente in questo Consiglio Nazionale Campano, sono state nuovamente espresse le motivazioni che hanno provocato questo forte desiderio di elevare la figura del Medico Veterinario rapportato al suo ruolo chiave nella società. Di fatto, l’opera attiva del Medico Veterinario, non è concentrata soltanto sulla salvaguardia degli animali e dell’ambiente in cui vivono, ma esplica un ruolo fondamentale nell’ambito della Sanità Pubblica, proponendosi come mediatore tra società, proprietario ed animale. Argomento abbondantemente discusso anche dal Presidente della FVE, che come gli altri partecipanti al convegno, è rimasto particolarmente colpito ed entusiasta dal fatto che questo aspetto venisse trattato dalla classe studentesca.

Tuttavia, con il precedente modello proposto dalla FNOVI e l’iniziativa portata avanti dagli studenti di Messina, a seguito della proiezione di un video dal titolo “Vita da veterinari” che rispecchia sinceramente stralci della vita di tutti i giorni in questa professione, l’inedita formula di giuramento professionale proposta dalla Federazione è stata letta dalla più giovane veterinaria d’Italia, trasmettendo quel senso di appartenenza che ci fa sentite tutti facenti parti della stessa grande famiglia.

A partire da destra, c’è Manuela Caraffi (studentessa al 4 anno in Med vet di Messina), la Prof.ssa Annamaria Passantino ( Professore Associato di Medicina Legale Veterinaria, Legislazione Veterinaria, Protezione Animale e Deontologia dell’Università degli Studi di Messina ), Maria Flaminia Persichetti (Rappresentante di facoltà al 4 anno di med vet di messina, cioè io) e il dott. Gaetano Penocchio (presidente della FNOVI).

GIURAMENTO PROFESSIONALE

Entrando a far parte della Professione e consapevole dell’importanza dell’atto che compio

prometto solennemente

di dedicare le mie competenze e le mie capacità alla protezione della salute dell’uomo, alla cura e al benessere degli animali promuovendone il rispetto in quanto esseri senzienti;

di impegnarmi nel mio continuo miglioramento, aggiornando le mie conoscenze all’evolvere della scienza;

di svolgere la mia attività in piena libertà e indipendenza di giudizio, secondo scienza e coscienza, con dignità e decoro, conformemente ai principi etici e deontologici propri della Medicina Veterinaria.

written by Mary Fly

Mag 06

È nato Pegaso (nella foto con la madre), il figlio di Prometea, la cavalla Avelignese entrata nella storia della scienza nel 2003 per essere il primo clone equino al mondo. Durante questi cinque anni Prometea ha dimostrato di essere un animale assolutamente normale e in ottima salute ed è stata spesso al centro dell’attenzione internazionale per il suo primato di clone equino. La prova ultima della sua normalità è appena giunta proprio con la nascita di Pegaso, nato il 17 di marzo 2008 con un parto naturale a seguito di un’unica fecondazione con il seme dello stallone Avelignese Abendfurst. Continue reading »

written by admin2