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Messina

Giuramento professionale all’ Università di Messina

In occasione del Consiglio Nazionale FNOVI, tenutosi a Napoli nelle giornate dal 18 al 20 Aprile 2008 intitolato “The Diversity of the Veterinary Profession”, il Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani (FNOVI), Dott. Gaetano Penocchio ha invitato due studentessa iscritte al 4 anno della Facoltà di Medicina Veterinaria di Messina, conservandole uno spazio per permetterle di esporre il percorso che le ha condotte all’idea di introduzione di un giuramento in questa professione.

Accolte da un grande applauso ed accompagnate dalla Prof.ssa Annamaria Passantino, Professore Associato di Medicina Legale Veterinaria, Legislazione Veterinaria, Protezione Animale e Deontologia dell’Università degli Studi di Messina, nonché tesoriere dell’Ordine di Messina, che le ha sostenute durante tutto l’iter di questa cammino, le studentesse hanno illustrato le varie tappe che le hanno fatte giungere fino a tale giorno, davanti ai Presidenti degli ordini di tutte le province italiane nonché il Presidente della Federation of Veterinarians of Europe (FVE), Walter Winding e diverse autorità come l’Assessore alla Sanità della Regione Campania, Angelo Montemarano e il Preside della Facoltà di Napoli, Prof. Luigi Zicarelli.

Oltre a ripercorrere le diverse fasi, tra cui le assemblee studentesche, le ricerche storiche, il corso di aggiornamento tenutosi presso l’Aula Magna di Messina nell’Ottobre 2007 dove per la prima volta hanno espresso il loro entusiasmo davanti al Dott. Penocchio, la possibilità concessagli di pubblicare un articolo in merito sulla rivista “30 giorni” del gennaio 2008 e infine l’invito a partecipare attivamente in questo Consiglio Nazionale Campano, sono state nuovamente espresse le motivazioni che hanno provocato questo forte desiderio di elevare la figura del Medico Veterinario rapportato al suo ruolo chiave nella società. Di fatto, l’opera attiva del Medico Veterinario, non è concentrata soltanto sulla salvaguardia degli animali e dell’ambiente in cui vivono, ma esplica un ruolo fondamentale nell’ambito della Sanità Pubblica, proponendosi come mediatore tra società, proprietario ed animale. Argomento abbondantemente discusso anche dal Presidente della FVE, che come gli altri partecipanti al convegno, è rimasto particolarmente colpito ed entusiasta dal fatto che questo aspetto venisse trattato dalla classe studentesca.

Tuttavia, con il precedente modello proposto dalla FNOVI e l’iniziativa portata avanti dagli studenti di Messina, a seguito della proiezione di un video dal titolo “Vita da veterinari” che rispecchia sinceramente stralci della vita di tutti i giorni in questa professione, l’inedita formula di giuramento professionale proposta dalla Federazione è stata letta dalla più giovane veterinaria d’Italia, trasmettendo quel senso di appartenenza che ci fa sentite tutti facenti parti della stessa grande famiglia.

A partire da destra, c’è Manuela Caraffi (studentessa al 4 anno in Med vet di Messina), la Prof.ssa Annamaria Passantino ( Professore Associato di Medicina Legale Veterinaria, Legislazione Veterinaria, Protezione Animale e Deontologia dell’Università degli Studi di Messina ), Maria Flaminia Persichetti (Rappresentante di facoltà al 4 anno di med vet di messina, cioè io) e il dott. Gaetano Penocchio (presidente della FNOVI).

GIURAMENTO PROFESSIONALE

Entrando a far parte della Professione e consapevole dell’importanza dell’atto che compio

prometto solennemente

di dedicare le mie competenze e le mie capacità alla protezione della salute dell’uomo, alla cura e al benessere degli animali promuovendone il rispetto in quanto esseri senzienti;

di impegnarmi nel mio continuo miglioramento, aggiornando le mie conoscenze all’evolvere della scienza;

di svolgere la mia attività in piena libertà e indipendenza di giudizio, secondo scienza e coscienza, con dignità e decoro, conformemente ai principi etici e deontologici propri della Medicina Veterinaria.

Discussion

2 comments for “Giuramento professionale all’ Università di Messina”

  1. “IL PITTORE CHE DIPINGE LA STORIA”
    Le tele di Gaetano Porcasi: “il pittore che dipinge la storia” sono uniche, oltre che per i temi di impegno e di denuncia sociale trattati, anche per la tecnica ed i colori mediterranei da cui traspare un intensa “sicilianità ” . La mostra itinerante del 2003 sulla strage di Portella delle Ginestre ha rivelato l’elevato livello culturale dell’indagine pittorica di Porcasi e l’attualità dei temi trattati. Quel che accade nella Sicilia del 1947 quando i contadini occupavano le terre incolte che volevano seminare per sfamarsi scontrandosi con i proprietari terrieri difesi dai gabelloti mafiosi, accade oggi in Brasile dove i campesinos “senza terra” vengono assassinati dai vigilantes armati dai proprietari terrieri che erigono mura in difesa dei campi incolti. Nell’immobile “fotogramma” di una tela, desueto per la civiltà delle immagini che attualmente viviamo, l’autore riesce a trasferire il patos degli eventi ed i personaggi scaturiscono come prodotto puro della sua tensione morale, suscitando intense emozioni. A far da contrappunto alle pitture storiche che raccontano gli assassini di mafia, i paesaggi di una Sicilia solare con i fichidindia, le agavi, le ginestre, gli ulivi, le arance, i limoni; patrimonio di una terra baciata da Dio e calpestata dagli uomini. Infinite le tonalità dell’azzurro con le quali Porcasi dipinge il cielo della sua terra, è da lì che ha inizio il suo viaggio nel tempo. Le pagine della storia della Sicilia, sono scritte con il sudore e il sangue dei contadini che hanno dovuto combattere a mani nude per conquistare la terra e la libertà. Le bandiere rosse, simbolo della lotta dei lavoratori d’ogni tempo si fondono con il tricolore. In fondo è un’epopea italiana, mediterranea quella che l’autore ci racconta. Bandiere rosse e tricolore sullo sfondo di cieli di un azzurro struggente che nelle opere di Porcasi cambia di tonalità a seconda degli eventi, delle stagioni, degli umori degli uomini e delle loro azioni. Testimonianza questa dell’appartenenza dell’anima al tempo ed ai suoi mutamenti. Solo la natura rigogliosa tipica di questa terra, bella, solare e mediterranea, sembra rimanere immutata, muta ed immutabile testimone degli eventi e del trascorrere del tempo. Qui gli uomini sono solo “accidenti”. In questo l’artista opera come una divisione metafisica tra la natura: flora e fauna volte naturalmente al bene ed alle leggi immutabili (naturali) e l’uomo che quando è protagonista, è anche trasgressore per interessi di parte, per egoismo sfrenato, dell’armonia del creato, attore di violenza. C’è un’anima naturalistica dell’autore che può spiegarci l’impegno di Porcasi sul fronte ecologista in difesa della terra dall’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo che gli è costato persecuzioni e denunce da parte del potere costituito. Numerose, le analogie con i dipinti di Renato Gattuso rilevati dai critici d’arte nelle opere pittoriche di Porcasi. Oltre al realismo cromatico viene invocata la sicilianità, che appare condivisa aldilà delle tecniche utilizzate, con il grande maestro di Bagheria. Il verde dell’albero d’arancio amaro con le sue foglie di un verde acceso, le spine che nascono dai rami, così come i frutti colorati di un “colore arancio” dalle tonalità cromatiche rare, testimoniano, aldilà della semplice raffigurazione cromatica anche un’indagine psicologica complessa. Dal ramo, comune sorgente, scaturiscono frutti succosi e spine, proprio come accade nella vita degli uomini, che ogni giorno sono protagonisti della storia nel bene e nel male. La sicilianità in Gaetano Porcasi, diventa allora metafora della vita, e pretesto per raccontare storie mediterranee dal contenuto universale. L’artista dipinge con un linguaggio non criptato, facilmente comprensibile a tutti, dipinge con il cuore. Aldilà delle considerazioni “etiche” resta una riconoscibilità immediata delle tele di Gaetano Porcasi, che, nell’arte d’ogni tempo, è patrimonio dato a pochi artisti. Taluni restano sorpresi nel constatare la giovane età dell’autore, dietro queste opere d’arte che sanno di maturità piena. Il futuro, per questo “siciliano puro” non sarà un semplice accidente, ma qualcosa di straordinariamente importante per il mondo dell’arte.

    Giornalista e critico d’arte
    Cosmo Di Carlo
    http://WWW.GAETANOPORCASI.IT

    Posted by PORCASI GAETANO | Luglio 8, 2008, 00:44
  2. Carino ma che c’entra?

    Posted by admin | Luglio 8, 2008, 01:36

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