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Franco Mantelli

Trombi e Trombosi a cura del Prof. Franco Mantelli

francomTesto a cura del
Prof. FRANCO MANTELLI

Dipartimento di Scienze Cliniche Veterinarie
mantelli.franco@tiscali.it


Siamo tornati da una passeggiata, Fido ha corso, ha fatto il bagno nello stagno, ha giocato con la sua amichetta prediletta…in pratica è un super Fido in perfetta forma. Improvvisamente e senza alcun segno premonitore il nostro amico ruota la testa da un lato, non riesce a tenere la lingua al suo posto, oppure può avere un atteggiamento innaturale ed insolito.

Cosa sarà mai successo?

Il sangue circola liberamente nei grossi vasi (arterie e vene) che nel loro continuo diramarsi verso la periferia diventano sempre più piccole fino a formare il letto capillare che, in ultima istanza, è la parte dell’apparato circolatorio deputato agli scambi con i vari organi. Il fegato , il rene, il cervello, i muscoli funzionano solo e grazie al

continuo, ed è proprio il caso di dirlo, “capillare”, scambio di sostanza fra tra l’organo interessato e il sangue. Le cellule che compongono un determinato organo ed apparato sono un po’ “egoiste” ed il “cibo” che ricevono dal sangue lo cedono mal volentieri alle cellule vicine, per cui se questo viene a mancare… il digiuno è garantito. Quando un vaso si ostruisce, l’apporto nutrizionale al distretto irrorato cessa improvvisamente. Il meccanismo per cui in un vaso si venga a formare un “tappo” (trombo) è complesso e coinvolge numerosi fattori.

Nel sangue oltre ai globuli rossi e bianchi esistono altri elementi corpuscolari: le piastrine ed una speciale colla fluida detta fibrina. Quest’ultima mantiene il suo stato di fluidità fino a quando non intervengono alcuni fattori “catalizzanti”. Quando Fido si ferisce sono proprio le piastrine e la fibrina i principali artefici dell’arresto dell’emorragia; le prime accorrono le prime accorrono numerose in sede di lesione aggregandosi, la fibrina perde la sua fluidità …ed il tappo… è fatto.

Questo funzionale meccanismo è estremamente utile, anzi direi indispensabile, quando l’organismo subisce un trauma o una ferita. Le complicazioni subentrano quando…il “tappo” si forma senza richiesta da parte dell’organismo. Solitamente sono i vasi più piccoli (rete capillare) a trombizzarsi; ed il danno è tanto più evidente quanto più il distretto interessato è vitale per l’intero organismo. Un trombo che si forma in un muscolo, una porzione cutanea nel polmone, provocherà una necrosi localizzata che non sarà così fastidiosa. È il sistema nervoso l’imputato principale, il quale risente incredibilmente di qualsiasi mancanza d’alimento. Il letto capillare cerebrale, se paragonato ai chilometri di piccole arterie e vene periferiche, costituisce solo una piccola porzione del letto capillare globale, ma se le statistiche non sono solo numeri…i fatti ischemici cerebrali sono purtroppo delle realtà. La sintomatologia che ne deriva è strettamente legata al distretto che il sistema nervoso centrale (cervello) coinvolge e “dirige”. se viene interessata una porzione vitale, che ad esempio regola il battito del cuore… Fido ci abbandonerà per sempre. Se viene interessata una porzione motoria Fido si muoverà con difficoltà ed incertezza; Anche il bene noto infarto, non è altro che un piccolo “tappo” che va ad occludere una o più delle già tanto citate arterie del letto capillare, che nel caso specifico portano alimento al cuore. L’infarto cardiaco è, per i nostri amici, un evento poco frequente, mentre no sono rari i casi d’ischemia anche gravi al sistema nervoso centrale (ictus).

Fino ad ora abbiamo parlato di trombi (tappi), ma tappi simili ai trombi (emboli), possono verificarsi anche indipendentemente da quanto ora accennato (piastrine, fibrina, etc.). una iniezione “fatta male” che immette in circolo una sostanza poco solubile (olio) può provocare un “tappo antipatico”, come pure la presenza di aria o di un pool di cellule (derivata da una neoplasia) possono impedire il regolare afflusso di sangue ad un determinato distretto dell’organismo. Non sono tuttavia solo i piccoli capillari a “soffrire” di queste patologie, anche arterie e vene di grosso calibro possono occludersi o “restringersi”, è la situazione che si verifica quando il colesterolo ed altre sostanze simili si depositano sulla parete vasale con un processo lento, ma inesorabile. Da queste placche (ateromatose) possono inoltre staccarsi dei frustoli di materiale (emboli) che nel loro girovagare troveranno un vaso da tappare. Anche in seguito ad un intervento chirurgico possono forarsi dei “tappini” circolanti, evento tuttavia abbastanza raro, ma comunque contemplato nei rischi chirurgici. Esistono farmaci che inibiscono la formazione dei trombi inibendo l’aggregazione delle piastrine, ma attenzione ai traumi ed alle ferite, il sanguinamento potrebbe essere difficile a controllare.

Prof. Franco MANTELLI | Istituto di Clinica Medica Università di Milano e DomusVet.it

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