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La crisi economica Usa colpisce gli animali

La crisi economica americana, si riflette in modo pesante anche su cani e gatti, i cosiddetti “pets”(animali da compagnia). La crisi dei sub-prime, i mutui ipotecari, non colpisce solo il popolo americano, costretto a fare i conti con la propria casa, e a venderla perché impossibilitato ad onorare i debiti bancari, ma tocca pesantemente anche i cani e i gatti che dentro quelle, case coabitano. A lanciare l’allarme è la “Humane Society” (Hsus), la più importante organizzazione statunitense che si occupa di diritti umani e animali, dando il via a un vero e proprio piano d’emergenza. Angie Wood, direttrice dell’associazione per il canile posto nell’area di Naperville guarda McKenzie e Racket, un Labrador cioccolato e uno Shiba Inu, portati al rifugio da due coniugi che avevano appena perso casa. «Nell’ultimo anno» dichiara Angie, «vediamo un aumento esponenziale di cani che arrivano nei luoghi di recupero a causa delle pessime condizioni economiche in cui sono piombati i loro padroni, specie quelli che hanno problemi con mutui bancari». La situazione si verifica a macchia di leopardo. Terri Sparks, addetta stampa della lega per il benessere animale di Chicago, dichiara: «Non era mai capitato di accogliere 25 cani a settimana per motivi economici legati alla perdita delle abitazioni o comunque alla crisi dei mutui».

Dunque gli americani che non hanno più i soldi per pagare il mutuo e preferiscono cedere la casa, devono cedere anche i propri animali. Se il problema risulta di minore portata per i gatti, diventa invece molto serio per quel che riguarda i cani, anche perché la tipologia delle abitazioni americane prevede spesso il giardinetto. A parte gli immensi alveari di Manhattan la classica abitazione della “middle class” Usa è la villetta con il “garden”, il giardino e gli statunitensi propendono, nella scelta del cane, per razze di media grossa taglia, quali Labrador e Golden Retriever, assieme a razze orientali, quali Samoiedo e Akita Inu. Ora, chi possedeva una casetta di questo tipo ed è costretto a venderla, per ragioni economiche, si arrangia a trovare un monolocale, o comunque una piccola abitazione in affitto e i cani, oltre a non starci fisicamente, diventano un ulteriore costo insostenibile. La situazione è talmente seria che, anche nelle aree dove vive il ceto medio, ormai la gente non si vergogna più a presentarsi negli appositi negozi con i “Foods Stamps”, una sorta di carta di credito ricaricata mensilmente dal governo che serve, a chi è ormai nell’indigenza, per l’acquisto di generi di prima necessità, come pane e latte. Marito e moglie con due figli ricevono oltre 300 dollari al mese per acquistare generi alimentari semplici, con assoluto divieto per l’acquisto di alimenti per cani e gatti. La Human Society sta prevedendo finanziamenti da 500 a 2.000 dollari per ogni organizzazione in grado di offrire accoglienza ai cani abbandonati o assistenza alle famiglie che faticano a sostenere le spese ordinarie per mantenere i loro animali.

Oscar Grazioli

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