Giu 25

Il controllo delle nascite nella popolazione canina e felina è un dovere della nostra società che va di pari passo con il possesso responsabile dell’animale da compagnia e la lotta agli abbandoni. La sterilizzazione chirurgica è ad oggi l’unico metodo di prevenzione riconosciuto a livello internazionale e i medici veterinari italiani sono in grado di offrire questa prestazione con le massime garanzie di benessere per il paziente animale. La campagna della LAV ci trova concordi nelle motivazioni e nelle finalità e per questo l’ANMVI ha accordato il suo patrocinio”.

Il Presidente dell’ANMVI Carlo Scotti - ha così commentato l’iniziativa della LAV che questa mattina ha presentato alla stampa la campagna “Chi ama gli animali non fa nascere dei randagi”. L’obiettivo è la prevenzione del randagismo. Il target sono i cittadini proprietari ed aspiranti proprietari invitati all’adozione di un randagio e a sterilizzare il proprio cane e gatto anche per prevenire l’abbandono. La LAV ricorda che “sterilizzare il proprio amico a quattro zampe può evitare 70.000 nuovi randagi: questo è il numero di discendenti che un gatto o un cane può generare in pochi anni”.

La campagna informativa della LAV- che ha ricevuto anche il patrocinio della Federazione Nazionale Ordini Medici Veterinari Italiani (FNOVI) -è stata presentata questa mattina presso uno Studio veterinario di Roma, con la partecipazione del Presidente ANMVI Lazio: il medico veterinario dott. Marzio Gargiulo, del presidente della LAV Gianluca Felicetti e dell’attrice Daniela Poggi, insieme a numerosi amici a quattro zampe.

Richiamandosi alle competenze assegnate ai Comuni dalla Legge Finanziaria 2007 (“I comuni, singoli o associati, e le comunità montane provvedono prioritariamente ad attuare piani di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione”) la LAV ha scritto una lettera di sollecito a numerosi Comuni chiedendo loro di assolvere a tali obblighi, e al Presidente dell’ ANCI, Leonardo Domenici, affinché a sua volta possa sollecitare i Comuni su questa materia, dagli importanti risvolti etici ed economici.

“E’ importante informare le amministrazioni territoriali- conclude Scotti- perché in questi mesi, nel presentare il progetto LEAVET ci siamo accorti che molti Comuni non conoscono ancora queste disposizioni finanziarie, non le applicano o non le applicano correttamente. Come medici veterinari e come cittadini ci dobbiamo porre anche obiettivi di corretta gestione dei fondi pubblici per un’efficace contrasto del randagismo e del business che non di rado si porta dietro”. “La convergenza tra ANMVI e LAV - ha concluso Scotti- è una convergenza su principi ed obiettivi di civiltà”.

SCARICA LA LOCANDINA DELLA LAV.pdf (1.76 MB)

written by admin2

Giu 02

Corriere della sera on line
http://www.corriere.it/cronache/09_maggio_28/debac_morfina_ricetta_farmacia_6c5ab746-4b4c-11de-a6f4-00144f02aabc.shtml
28 maggio 2009
TERAPIA DEL DOLORE, PER GLI OPPIACEI NON SERVIRÀ PIÙ UN DOCUMENTO SPECIALE
Morfina in farmacia con la ricetta
Un decreto del viceministro Fazio liberalizza la vendita delle medicine che alleviano le sofferenze dei malati
ROMA — Basterà una ricetta comune, di quelle usate per un anticoncezionale o una pomata, per avere la morfina in farmacia. Cade dunque una delle barriere burocratiche che ostacolavano la prescrizione di antidolorifici, settore dove l’Italia è relegata agli ultimi posti della classifica europea. Un decreto ministeriale alla firma del viceministro al Welfare Ferruccio Fazio prevede infatti che gli oppiacei possano essere consegnati a chi li richiede non più dietro presentazione di una ricetta speciale, a triplo ricalco, che oltretutto il medico aveva difficoltà a procurarsi, ma come qualsiasi altro medicinale. La regola vale per cerotti e pasticche, e per ogni dosaggio, rendendo meno penosa la ricerca da parte delle famiglie con malati terminali.
Restano soggette ai limiti attuali le formulazioni iniettabili e i detossificanti (metadone). Fazio si è molto battuto per arrivare a questo risultato e lo ha annunciato ieri nel presentare la Settima giornata nazionale del Sollievo (31 maggio) promossa dalla Fondazione Gigi Ghiotti che si batte per diffondere la cultura delle cure palliative e il modello di ospedali senza sofferenza. «È pronta una norma che consentirà di ricevere più facilmente in farmacia gli oppiacei» ha detto il viceministro. C’è ancora molta strada da percorrere nel nostro Paese per assicurare ad ogni malato una morte libera da sofferenza fisica e psicologica. I fondi stanziati nel ‘99 per la realizzazione di hospice sono stati spesi solo in parte perché le Regioni non ne hanno fatto richiesta. Quando esistono queste strutture sono in genere sganciate dalla rete sanitaria. Il governo ha impegnato altri 100 milioni proprio per agevolare la creazione di un sistema integrato. È in ritardo però la legge sulle cure palliative che dovrebbe contenere tra l’altro dei meccanismi per indurre le Regioni a utilizzare i fondi. Il provvedimento doveva andare in aula alla Camera la scorsa settimana. Forse sarà in calendario a giugno, spera Giuseppe Palumbo, presidente della commissione Affari sociali. L’opposizione ha duramente attaccato la maggioranza per l’ulteriore ritardo.
«La liberalizzazione della morfina è una svolta epocale, un atto di grande coraggio» ne gioisce Guido Fanelli, esperto di cure palliative, rappresentante del ministero al Consiglio superiore di sanità che il 24 aprile ha espresso il parere favorevole per la ricetta più semplice. Gli oppiacei sotto forma di pasticche o cerotti e a qualsiasi dose sono stati tolti dalla tabella che li catalogava come sostanze psicotrope dal punto di vista della prescrivibilità. «Abbiamo dimostrato che col nuovo sistema non c’è rischio di abuso e di spaccio — spiega Fanelli —. In base alla letteratura internazionale le possibilità che la morfina destinata ai malati di tumore imbocchi altre strade sono pari allo 0,3%». La Fondazione Gigi Ghirotti è intitolata al giornalista colpito da tumore che per primo denunciò all’opinione pubblica sulle pagine della Stampa lo scandalo del sollievo negato. Tra le ultime iniziative un numero verde 800 301510 «per affrontare insieme la malattia oncologica e il dolore». Il premio Gerbera d’oro alla struttura sanitaria più efficace sul fronte della lotta al dolore inutile è stato assegnato quest’anno al servizio di terapia del dolore e cure palliative del Santobono Pausilipon di Napoli, per un progetto dedicato all’oncologia pediatrica.
Margherita De Bac
mdebac@corriere.it

written by annamannucci

Mag 19

Nella puntata di Report del 17/05/2009 Milena Gabanelli ha detto:

“negli allevamenti si usano ormoni a gogo”;

questa è diffamazione chiederò a tutte le associazioni di procedere nei suoi confronti con una querela. Le sue parole hanno un peso enorme potrebbero condizionare il mercato senza nessun rispetto per coloro che nella zootecnia lavorano investendo i sacrifici di più generazioni.

L’Italia è il paese con i migliori controlli alimentari del mondo, dire che gli allevatori usano gli ormoni quando è REATO PENALE , equivale a dire:

“i preti e le maestre sono pedofili”

perchè qualcuno di loro ha commesso questo reato.

I giornalisti di report Riccardi e Buono nel documentario hanno detto che la zootecnia è responsabile del 18% delle emissioni di gas serra ed è un errore grave anche questo da diffamazione che mette il cliente in soggezione a comprare prodotti di origine animale perchè sono causa del riscaldamento globale. E’ falso il metano emesso dagli animali entra in un ciclo di conversione in CO2 e assorbimento, che dura 10 anni, e non è una perturbazione aggiuntiva.

E come referente citate lo scienziato Pachauri! Ma quale scienziato dei miei stivali! Pachauri è un economista e si è sempre occupato di petrolio, è stato amministratore delegato della Indian Oil company e ministro del petrolio indiano.

http://www.climatescience.gov/Library/bios/pachauri.htm Rajendra Pachauri: Biografia

E’ stato imposto come presidente dell’IPCC dall’India e dalla Cina per tutelare i loro interessi.

Rajendra Kumar Pachauri, presidente dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (che ha ricevuto il premio Nobel 2007 della Pace insieme ad Al Gore) ha invitato i consumatori di tutto il mondo a ridurre il loro consumo di carne, primo passo per affrontare il cambiamento del clima.”

Ah beh se l’ha detto il Pachauri che è un Hindu di una setta minoritaria strettamente vegetariana, alcuni degli adepti si mettono le mascherine per non respirare i moscerini, perchè credono, che negli animali, ci sia la reincarnazione dell’anima di qualcuno. Quindi Pachauri dichiara al mondo intero che la zootecnia è una delle cause del riscaldamento climatico che porterà morte, distruzione, siccità …ma anche alluvioni ecc.

Milena Gabanelli ha detto che 1-2 miliardi di persone sono sottonutrite nel mondo, mentre i cereali prodotti per la zootecnia li potrebbero sfamare. Ma il problema della fame nel mondo non è dovuto alla zootecnia, è un accusa inaccettabile senza fondamento!

Il problema è la povertà causata da mille cause, spesso (non sempre) da una gravidanza irresponsabile, in Niger una terra senza risorse agricole, la media dei figli per donna è di 8.

E’ questo il problema.

In Brasile il problema è l’abbandono infantile e le gravidanze irresponsabili non la mancanza di mays, ne hanno infatti talmente tanto che ditte brasiliane ne usano migliaia di tonnellate per farne etanolo per il consumo brasiliano.

I giornalisti di report Riccardi e Buono nel documentario hanno intervistato un medico vegetariano Lucia Baroni esperto in ricettine vegetariane.

http://lucianabaroni.blogspot.com/2007/11/…iamo-amore.html

che ha fatto un elenco di malattie date dall’eccesso di cibo: ipercolesterolemia, ipertensione e diabete mellito, mortalità per cardiopatia vari tipi di cancro gotta ecc dovute non dalla carne in se, ma dall’abuso alimentare, sia esso di carne sia di qualunque cibo.

Il montatore sapendo perfettamente l’impatto delle immagini mentre parla la Baroni ha fatto scorrere delle immagini di obesi, come se chi mangiasse carne diventasse obeso. Ma se la carne, c’è in tutte le diete ipocaloriche, e a chi ha avuto l’infarto danno il petto di pollo!

Ai malati gravi con deficit immunitari somministrano gli omogeneizzati di carne perché sono il miglior alimento del mondo in grado di riparare tessuti danneggiati e stimolare il sistema immunitario.

La carne non ha colesterolo, ci sono vegetariani obesi che mangiano patatine fritte, formaggi fusi, paioli di pasta, melanzane sottolio che hanno le stesse patologie.

“Il cancro del colon è infatti direttamente associato ad un’assunzione eccessiva di grassi. Rispetto alle persone normopeso, analisi recenti suggeriscono un incremento di rischio del 15% nelle persone in soprappeso, del 33% negli obesi. In parallelo all’azione nei confronti dei referenti istituzionali, dobbiamo quindi impegnarci sempre più intensamente anche per migliorare il livello di consapevolezza della popolazione”.

Renato Boccardo presidente società italiana di oncologia medica.. La gotta viene anche a chi fa abuso di frutta e asparagi, perchè fruttosio e asparagina sono precursori dell’acido urico.

Non è accettabile in un servizio pubblico che si accusi la carne di chi sa quali malattie creando allarmismo e facendo del vero e proprio terrorismo informativo intervistando Luciana Baroni esperta di alimentazione vegetale.

Inoltre il consumo di carne non è 100 kg a testa come detto più volte ma 85 kg procapite, Fonte ISTAT

http://www.fiesa.it/informazioni2008/mercato_carni/mercato_carne_italia.pdf

I giornalisti di report Riccardi e Buono nel documentario fanno vedere una cartina della pianura padana con le zone più inquinate dai pesticidi e dicono che sono quelle con il carico zootecnico più alto:

FALSO!

Tra le zone più inquinate ci sono anche le risaie della Lomellina con carico zootecnico nullo.

Anche in questo caso sono da querela per diffamazione.

Cosa c’entrano gli animali con i pesticidi?

Come se per il riso, il mays da polenta, il frumento, il pomodoro, non si usassero i pesticidi.

Verso la fine del servizio intervistano dei consumatori che dicono che la carne bio è buona mentre l’altra appena si cuoce si ritira, ma BASTA con questi stereotipi degli anni 60. Della carne gonfiata dagli ormoni, basta! Su ogni partita di manzi macellati si fanno le analisi alle ghiandole del bartolini per vedere eventuali anomalie da ormoni, e a campione si fanno esami sui tessuti per residui ormonali o di antibiotici.

Mi piacerebbe sfidare gli intervistati a riconoscere la carne bio già cucinata senza saper qual è.

IL FANTARAZIONAMENTO

Pagherei per poter andare dal mio professore di zootecnia a raccontargli i razionamenti descritti, nel documentario ci faremmo delle risate fino alle lacrime.

Ma se non sapete nulla di zootecnia, nemmeno una vaga idea, cosa parlate a fare??

dite “Le vacche non vedono l’erba su 10 kg dati alle vacche 7 sono di cereali mays e soya”

I bovini non possono essere alimentati solo a mangimi devono comunque avere un foraggio nella dieta, con una fibra lunga almeno 5 cm altrimenti non ruminano, in Italia come foraggio si usa il silomays che copre almeno il 70- 80 % della dieta.

La produzione ettaro di silomays è enorme 700 qli/Ha t.q. contro il fagiolo che produce pochissimo, solo 25 ql/Ha al 13% di umidità.

Poi hanno intervistano un biologo (anche questo non sa cos’è una vacca) e dice che per 1 piatto carne se ne possono fare 10 di cereali e legumi. Quindi 1 a 10. il rapporto non è accettabile in un confronto serio equipollente tra le proteine animali e quelle vegetali.

Per capire come fanno a calcolare il rapporto 10 proteine vegetali per fare 1 proteina animale, citazione tratta da Pimantel dell’82 ho analizzato i coniugi Pimantel del 2003. ( i Pimantel sono spesso citati come scienziati, ma ricordo che sono vegetariani)

http://www.ajcn.org/cgi/reprint/78/3/660S.pdf

e scopro:“For every 1 kg of high-quality animal protein produced, livestock are fed about 6 kg of plant protein”

Per ogni 1 kg di di proteine di origine animale di alta qualità prodotta, gli animali vengono nutriti con circa 6 kg di proteine vegetali.

Quindi da 10 a 1 dell’82 a 6 a 1 del 2003 cioè quasi la metà, ed è lo stesso autore.

Tornando ai Pimentel come diavolo fanno ad ottenere il rapporto 6 a 1 e scopro

Cito “Ad esempio, la produzione di 1 kg di carni fresche di giovane bovino richiedono circa 13 kg di granaglie e 30 kg di fieno .”

Come volevasi dimostrare:

- si parla di carne fresca e non di proteina animale quindi lasciano fuori trippa fegato frattaglie gelatine ecc.

- non è contemplato il silomays

- non sono contemplati sottoprodotti

- non so cosa intendano per grain forse granaglie, perché non ci sono nè mays e nemmeno soya.

In ogni caso la razione 13 granaglie 30 di fieno, è inesistente!

E’ come se dessi il caviale al mio cane!

Mi ricorda il razionamento Preston abbandonato da 30 anni.

Però siccome sono partigiano a chi li vuole posso dare i numeri di telefono dei formulisti che conosco personalmente dei mangimifici e chiedete a loro se questa è una razione verosimile.

In alternativa potrei darvi il numeri di telefono, di allevatori ma vi avverto che a sentire questa razione potrebbero mettersi a ridere e smettere a capodanno!

LA FANTASOLUZIONE

Premetto che non sono contro il biologico, è una nicchia, se cresce bene,

Però dire che i sistemi per una agricoltura con pochi impatti ambientali sono quelli biologici e mi fate l’esempio di un pollo allevato in 120 gg, è una cosa davvero ridicola!

120 gg cioè un pollo che per fare la stessa quantità di carne mangia 4-5 volte di più del pollo industriale, ma cosa risolve???

Il costo alla stalla è di 7,5 e a pollo cioè 4-5 volte l’altro, consuma di più e poi è allevato all’aperto dove la pollina viene dilavata ad ogni pioggia.

Inoltre il biologico pone seri problemi di benessere animale, perché la mortalità nelle prime fasi è come in natura cioè il doppio o il triplo rispetto alla zootecnia industriale, gli animali malati non si possono curare, (ho visto delle scrofe in un allevamento biologico ricoperte di rogna) inoltre nel biologico c’è il rischio di malattie trasmissibile al’uomo (zoonosi) come leptospirosi, salmonella, trichinella, cisticercosi-idatidiosi, che potrebbero essere anche molto pericolose.

Ma state scherzando? Ma vergognatevi!

Gli allevatori sono vittime del mercato ma anche dei media che ci lanciano accuse senza alcun fondamento scientifico e senza contraddittorio.

E questo in un servizio pubblico pagato anche da noi è inaccettabile.

elenco delle accuse denigratorie e allarmistiche che ci hanno fatto a Report :

- causa di riscaldamento globale Falso

- causa di povertà e fame nel mondo Falso

- gli allevatori usano gli ormoni a gogo Falso

- le zone inquinate da pesticidi sono quelle ad alto carico zootecnico Falso e fuorviante, ci sarebbero anche senza zootecnia

- consumo di acqua non rinnovabile falso

- elenco di malattie infinito date dalla carne falso

-rapporto tra la bistecca e un piatto di cereali e legumi Falso

Se questa settimana calerà il consumo di carne, e quindi calerà il prezzo alla stalla settimana prossima sarà colpa vostra.

E noi siamo stufi di pagare sempre sulla nostra pelle la disinformazione dei media sulla zootecnia dalla BSE, all’aviaria, all’influenza suina, al riscaldamento globale di origine zootecnica.

Qui la discussione sul forum di Report

http://www.forum.rai.it/index.php?showtopic=246585&f=141

Dott. Claudio Costa

Veterinario allevatore

Località Schiaffinata, 5

27017 Pieve Porto Morone (PV)

tel. 0382728298

cel. 3339118375

em claudiocosta.bs@alice.it

written by admin